Scommesse con ricarica 2026 — quanto ti costa davvero tenere il conto pieno
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con i numeri di concessione e le condizioni ricaricate dagli elenchi e dai termini ufficiali dei concessionari ADM (ex AAMS).

Chi cerca «scommesse con ricarica» immagina quasi sempre un gesto semplice: entro in tabaccheria, allungo i soldi, il conto si riempie. La legge italiana ha accettato l’idea e poi l’ha stretta in una morsa di condizioni, e il risultato è un sistema che funziona benissimo per chi scommette poco e con regolarità, e malissimo per chi pensava di risolvere con una banconota da 200 € un sabato pomeriggio. Il punto vendita ricariche è un presidio autorizzato, non un bancomat: mette denaro dentro e basta, e la cifra che ci fa entrare in contanti in una settimana sta in una tasca.
Vale la pena dirlo subito, perché è la cosa che i comparatori saltano: quello che sembra un servizio gratuito — la ricarica — ha un costo per qualcuno. Per l’esercente è un’iscrizione a un albo che si paga a quota fissa, per il concessionario è una serie di controlli sul sistema informatico, per te è un limite settimanale che non puoi aggirare cambiando tabaccheria. Nessuno di questi tre costi è nascosto, ma nessuno dei tre è nemmeno pubblicizzato.
Prevenzione prima di tutto: cosa ti costa un limite di ricarica
La sequenza non è casuale. Prima di guardare le quote, i bonus e i metodi di pagamento, conviene capire come la normativa italiana ha costruito la protezione del giocatore, perché è quella struttura che decide dove puoi depositare, quanto e con quale strumento. Un bookmaker che ti promette velocità non può prometterti di aggirare questi paletti: sono la condizione della sua concessione.
Gli strumenti che il concessionario deve offrirti
L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario un pacchetto di tutele abbastanza preciso. Limiti scelti dal giocatore su tempo, spesa e perdita. Limiti sugli importi depositati in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento di chi gioca, dentro protocolli approvati dall’ADM. Messaggi automatici che avvisano quanto si è giocato e quanto si è speso. Strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto. E un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno — un dettaglio che sembra burocratico e invece è la differenza tra un numero verde che risponde e uno che esiste sulla carta.
Il limite che conta economicamente per la ricarica è quello sui depositi. Lo scegli tu, alla registrazione: l’operatore ti chiede se preferisci un tetto settimanale o mensile. Admiralbet, per esempio, chiede già in fase di iscrizione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; se poi vuoi abbassarlo l’effetto è immediato, mentre per alzarlo devi aspettare sette giorni. È una dissimmetria deliberata e ben congegnata: rendere il freno istantaneo e l’acceleratore lento è il modo più semplice per intercettare una decisione presa in un momento di eccitazione.
La parte che riguarda il conto di ricarica in sé è un’altra ancora, e sta nella disciplina dell’articolo 13.
Quanto entra in contanti, e perché non entra niente in uscita
La ricarica al punto vendita si fa con gli strumenti di pagamento tracciabili che il titolare del conto ha già indicato al concessionario e che il concessionario ha validato. Accanto a quelli restano possibili le ricariche in contanti, o con altri strumenti, entro un limite complessivo settimanale di 100 €. Il concessionario è tenuto a farlo rispettare attraverso misure sul proprio sistema informatico, il che in pratica significa una cosa sola e importante: il tetto è per giocatore, non per punto vendita. Girare tre tabaccherie lo stesso giorno non triplica il plafond, perché il controllo vive nel sistema del concessionario e non nel registratore di cassa dell’esercente.
Poi c’è la regola che sorprende sempre chi arriva dal mondo delle ricevitorie tradizionali. Nei punti vendita ricariche è vietato prelevare le somme presenti sul conto di gioco e pagare le vincite. Il presidio serve a mettere denaro sul conto, non a toglierlo. Se hai vinto, la strada passa dalle procedure di prelievo del tuo operatore — bonifico, carta, portafoglio elettronico — con i tempi che i suoi termini indicano. Per chi è abituato a incassare allo sportello, questa è la rinuncia più scomoda dell’intero sistema, ed è quella che nessun elenco di metodi di pagamento mette in evidenza.
Nel contempo, l’apertura e la ricarica di un conto collegato a una concessione del gioco a distanza avvengono solo su richiesta del titolare, dopo che il punto vendita lo ha identificato e ha verificato l’identità di chi chiede l’operazione. Non è una formalità da saltare con una delega verbale: se il conto è di tuo padre, non lo ricarichi tu. La verifica di corrispondenza tra documento e titolare è la ragione per cui Admiralbet, presso i propri punti, chiede di mostrare carta d’identità, patente o passaporto prima di accettare contanti.
Un freno che vale per tutta la rete, non per un sito solo
L’autoesclusione è lo strumento che rende credibile tutto il resto, e in Italia ha una caratteristica che la distingue: il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata dall’ADM e anche le sale fisiche. Non è un’opzione che riguarda un marchio. È un interruttore che spegne l’intero settore legale per la persona che lo aziona.
Le durate si sono mosse di recente, e vale la pena fotografare le due situazioni perché convivono nei documenti. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si autoesclude oggi si muove quindi in un perimetro diverso da quello di un anno fa, e le forme parziali di esclusione — quelle per singola categoria di prodotto previste dall’articolo 15 — hanno una data di partenza propria.
C’è però l’altra faccia, e non è una formalità. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si iscrive a un marchio offshore resta senza la protezione che si è appena dato: nessun registro lo intercetta, nessun operatore sa chi è. È il costo più alto che una scelta di piattaforma possa produrre, e si paga in un momento in cui la lucidità è già compromessa.
Dove si chiede aiuto
Per i residenti in Italia l’ADM e gli operatori indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. bet365 lo riporta accanto ai propri strumenti di gioco responsabile, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. La presenza di questa indicazione in un’app non è marketing: è il canale di contatto previsto dalla norma, quello che deve restare aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. Chi ha bisogno di parlarne trova lì una persona, non un modulo.
C’è anche un dovere informativo in capo ai concessionari. L’articolo 15, comma 2, prevede che ciascuno spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che qualcuno paga ogni anno per parlare dei rischi del gioco, e che convive con un divieto pubblicitario totale descritto più avanti.
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la tutela dei minori è uno dei principi elencati dall’articolo 3, comma 1, lett. a). Le condizioni della concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Su una pagina che parla di ricariche, questo significa che il documento d’identità al punto vendita non è un capriccio: è il punto in cui quel principio diventa un controllo reale.
Bonus di ricarica: cosa devi puntare prima di incassare qualcosa
Il bonus è la parte in cui il linguaggio si allontana di più dalla matematica. L’ADM non fissa alcun tetto statutario ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Questo genere di condizioni è la ragione per cui due offerte con la stessa percentuale possono valere cifre molto diverse.
Va detto con chiarezza: i dati qui sotto sono valori reali, ma sono tarati su due brand specifici. Copiarli da un operatore all’altro è l’errore che rende inutilizzabile qualsiasi confronto. Ogni requisito appartiene al suo marchio e a nessun altro.
Quanto vale, in soldi veri, un bonus al 100 %
BetFlag presenta un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La cifra è alta e la forma è generosa: un bonus accreditato su saldo si comporta in modo diverso da un free bet, perché concorre alle puntate come denaro. Per attivare questo tipo di offerta bisogna essere titolari di un conto di gioco e aver fatto una prima ricarica — la stessa struttura che Sisal adotta per il proprio bonus di benvenuto, che richiede registrazione su sito o app e una prima ricarica e poi si spende su tutti gli eventi in palinsesto.
William Hill gioca la partita opposta con il suo Benvenuto Sport: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni. La differenza tra 5.000 € e 50 € è evidente, ma la differenza che conta è un’altra, ed è nella distribuzione.
La clausola che trasforma il bonus in una schedina lunga
Il Benvenuto Sport di William Hill è erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Vale la pena aprire questa frase pezzo per pezzo, perché è lì che sta il costo reale dell’offerta.
Dieci euro per volta, quindi cinque erogazioni per arrivare a 50 €. Ognuna richiede una multipla di almeno cinque eventi. E ogni multipla deve avere una quota complessiva minima di 5.00, valore che non nasce dalla somma delle singole quote ma dal loro prodotto: le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo. Una multipla a cinque gambe che arriva a quota 5.00 in totale richiede cinque esiti tutti corretti, ed è il tipo di schedina in cui il margine del bookmaker lavora cinque volte, una per selezione.
Il confronto con BetFlag diventa allora meno sbilanciato di quanto sembri guardando le cifre. Da una parte un tetto di 5.000 € accreditato su saldo, dall’altra un tetto di 50 € che si sblocca solo attraverso cinque multiple vincenti. Il secondo è un bonus cash nella forma, ma nella sostanza è un rimborso condizionato. E il tetto ai 50 € non è nemmeno il limite vero: il limite vero è che le tranche non arrivano tutte insieme.
C’è una ragione meccanica per cui le erogazioni a tranche piacciono tanto ai bookmaker. Un bonus accreditato in blocco viene giocato come capita; un bonus che si sblocca a pezzi impone un comportamento — in questo caso, costruire multiple lunghe con quote alte — e il comportamento imposto è esattamente quello che genera margine per l’operatore. Se devi puntare cinque selezioni a quota alta per sbloccare dieci euro, il valore atteso di quei dieci euro non è dieci euro.
Un’ultima nota sulla parola che compare in questi documenti e non va presa alla lettera: le offerte sono il «bonus di benvenuto» e nient’altro, e il termine non ha definizione legale. Il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus; le condizioni economiche restano affare dei termini contrattuali dell’operatore.
Ricarica e prelievo: quanto costa muovere i soldi
Il capitolo pagamenti è quello in cui le app dei bookmaker si somigliano di più e i lettori si fidano di più. Vale la pena guardare cosa c’è sotto l’elenco dei metodi.
L’elenco delle opzioni non è un elenco di costi
Admiralbet indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta PostePay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. Quell’ultimo requisito è il più pesante dei tre: significa che non puoi depositare dalla carta di un familiare, e la condizione dell’intestazione è la stessa logica che al punto vendita impone la verifica del documento. Un conto di gioco italiano è, per costruzione, un conto personale.
Il conto Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. Goldbet si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi. bet365 indica tra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay. StarCasinò descrive depositi e prelievi come rapidi, sicuri e totalmente gratuiti, con un’ampia gamma di metodi di pagamento — la formulazione è del brand e appartiene al brand.
Il posto del punto vendita nell’ecosistema dei pagamenti
C’è un’idea che circola e va corretta: che il punto vendita sia il canale per chi non ha una carta. È vero solo in parte, e solo entro 100 € a settimana. Chi vuole ricaricare 300 € in contanti di colpo non ha una scorciatoia legale, perché il tetto è complessivo e settimanale; chi vuole ricaricare 20 € in contanti e ha lasciato a casa la carta, invece, ha trovato la sua soluzione, e ha anche trovato l’unico canale che non gli addebita nulla di visibile.
Esistono poi le ricariche prepagate acquistabili in negozio. La Ricarica BetFlag si compra nei punti Epay o MrPay in tagli da 10, 25, 50 e 100 €; il codice segreto riportato sulla ricevuta si inserisce nel conto, e la ricarica è utilizzabile solo dopo la validazione del documento di identità. Da notare la taglia da 10 €: è una soglia che i canali online spesso non offrono, ed è una delle poche risposte concrete alla domanda su quanto poco si possa mettere dentro un conto di gioco.
Sul fronte delle app, il punto vendita resta nel giro del gioco anche per chi opera da smartphone. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Dall’app Eurobet si consultano le informazioni sul conto e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Le ricariche con credito telefonico, che compaiono tra le chiavi di ricerca del tema, non trovano riscontro nei termini dei concessionari qui esaminati; la disciplina dei pagamenti per il gioco a distanza si muove sulle carte, sui portafogli elettronici e sui canali tracciabili intestati al titolare, e il contante al punto vendita è l’unica eccezione, con il suo tetto.
Il limite che non si aggira
La ricarica minima e massima che puoi fare dipendono dallo strumento, dai tagli disponibili e dal limite di deposito che hai scelto in registrazione. È lì che si annida la confusione più comune: il tetto settimanale di 100 € riguarda il contante al punto vendita, mentre il limite di deposito impostato in registrazione riguarda il conto e vale su tutti i canali. Un lettore che ha fissato un limite di 50 € a settimana e poi prova a ricaricare 100 € in tabaccheria non sta violando una regola di legge ma la propria, e il sistema si ferma comunque.
Per questo la prima domanda da farsi non è quale tabaccheria sia più comoda, ma quale tetto settimanale o mensile si vuole avere addosso. È l’unica impostazione del conto che puoi abbassare in un istante e rialzare solo dopo sette giorni; tutto il resto si cambia in pochi clic.
Valutazione e classifica: cinque concessionari a confronto
Il criterio di partenza è secco: il nome deve stare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto dall’ADM. Non è un criterio di qualità — è un criterio di esistenza legale.
L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Il tender di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Due cose vanno tenute presenti prima di leggere qualsiasi tabella.
La prima: la concessione è per sito, non per società. Una società può detenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il nome del concessionario raramente coincide con il marchio. La seconda: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive, e un posto in una classifica non è una concessione.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul deposito e sulla ricarica |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Ricarica nei punti Epay o MrPay in tagli da 10, 25, 50 e 100 €, utilizzabile dopo la validazione del documento d’identità |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Ricarica e prelievo con PostePay, PayPal e altri metodi; accesso all’app con le credenziali del conto |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Il conto si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità; assistenza 7 giorni su 7 |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Prenotazione delle scommesse e ricarica o prelievo nel punto vendita Sisal più vicino |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Ricariche online con carta, PostePay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi |
Le cinque righe non si somigliano, e non è un caso. Due marchi su cinque — BetFlag e AdmiralBet — hanno una struttura di ricarica documentata nei propri termini, con un canale fisico dichiarato; gli altri tre si presentano con un elenco di metodi generico e un’app che fa il lavoro. Per chi cerca specificamente il gesto della ricarica, questa differenza vale più di qualsiasi altra colonna.
BetFlag — la ricarica che si compra in ricevitoria
BetFlag è l’unico dei cinque che descrive una ricarica prepagata acquistabile in negozio con tagli definiti: 10, 25, 50 e 100 € nei punti Epay o MrPay, codice segreto sulla ricevuta, conto accreditato solo dopo la validazione del documento. La sequenza è rigida in modo utile: prima il taglio, poi il codice, poi il documento. Chi non ha completato la verifica non ha un conto pieno, ha un codice in mano.
La stessa impronta si trova sull’apertura del conto, dove il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ribadisce che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE non sono un vezzo tecnologico: sono il modo più rapido per superare il controllo che altrimenti va fatto con una copia del documento, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.
Sul versante promozionale il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È la forma più semplice che un bonus possa avere — denaro su saldo, non tranche da sbloccare — e per chi ricarica in negozio con tagli da 10 € la combinazione è coerente: si compra piccolo, si gioca piccolo, e il bonus segue la stessa proporzione. Il punto debole è altrove, e non riguarda questo marchio più di altri: la ricarica in ricevitoria richiede uno spostamento fisico, e per chi ricarica spesso significa mettere una commissione di tempo su ogni deposito.
Goldbet e SNAI — il conto che vive dentro l’app
Goldbet e SNAI arrivano al lettore per la stessa strada: PostePay e PayPal per il primo, la gestione del conto dall’app con più modalità di ricarica per il secondo, con un’assistenza dichiarata sette giorni su sette.
Goldbet ha una particolarità che vale per chi tiene il conto su un telefono condiviso o prestato: l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet, senza scorciatoie biometriche di comodo. È una complicazione minima con un effetto reale sulla protezione del conto, perché la ricarica è un’operazione che entra e non esce, e chi ha accesso all’app ha accesso alla possibilità di depositare.
L’assistenza di SNAI a disposizione sette giorni su 7 chiude un cerchio che altrove resta aperto. La norma chiede un canale aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore; un operatore che dichiara sette giorni su sette sta coprendo anche la domenica, che è il giorno in cui si gioca di più e in cui i problemi con un conto emergono. Su un tema in cui il blocco di un prelievo è l’incidente tipico, la differenza tra cinque giorni e sette vale più di quanto una tabella possa mostrare.
Sisal — il negozio come sportello del conto
Sisal tratta il punto vendita come estensione dell’app, e lo fa in modo più completo degli altri: si prenotano le scommesse, si ricarica e si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il prelievo al punto vendita resta comunque escluso dalla disciplina dei punti ricarica, quindi la parte di ricarica e quella di prelievo poggiano su procedure diverse anche quando avvengono nello stesso locale.
Il bonus di benvenuto di Sisal richiede la titolarità di un conto di gioco, la registrazione su sito o app e una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. La struttura è quella consueta: l’attivazione è legata al primo versamento, e il valore effettivo dipende dai requisiti che i termini pongono, che non sono pubblicati in forma sintetica.
La scansione della schedina è il dettaglio che dice più cose sul modo in cui questo operatore intende il rapporto tra fisico e digitale. Chi gioca in negozio non è un cliente di serie B costretto a rifare tutto sul telefono: la schedina cartacea diventa il ponte, e l’esito si legge subito invece di aspettare la lettura dell’addetto.
AdmiralBet — l’unico con la verifica in chiaro e i limiti in chiaro
AdmiralBet è il marchio che nei documenti consultati spiega meglio come si ricarica, e va detto perché conta. Presso i punti Admiral il conto si ricarica in contanti, nei limiti della normativa, mostrando un documento di identità — carta d’identità, patente o passaporto — per verificare la corrispondenza con il titolare. La frase è breve e contiene tre cose: il canale, il limite esterno e il controllo.
Online, la lista è la più ampia dei cinque: carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. La combinazione tra assenza di commissioni dichiarate e intestazione obbligatoria dello strumento è il profilo più coerente con la disciplina italiana, e il portafoglio proprietario Admiral Pay lascia intendere un circuito interno che non passa per il sistema bancario.
Sul gioco responsabile, AdmiralBet è anche il marchio che espone le durate di autoesclusione in modo leggibile, con la finestra transitoria al 1° febbraio 2026 già ricordata: da 30, 60 o 90 giorni, o a tempo indeterminato, alle nuove durate da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi.
La conclusione su AdmiralBet non riguarda la generosità dell’offerta, che non è il suo argomento. Riguarda la trasparenza sul punto esatto in cui il lettore di questa pagina ha una domanda: come si mette denaro nel conto, con quale strumento, con quale documento e con quali limiti. Pochi bookmaker scrivono tutto questo nei propri termini, e chi lo scrive si assume un rischio che gli altri evitano: espone condizioni che un lettore può confrontare.
Fondamenti: come funziona davvero una ricarica
Chi può gestire un punto vendita ricariche
L’attività di punto vendita ricariche è riservata a chi è iscritto all’albo tenuto dall’ADM. Non si tratta di un elenco di esercenti qualunque: dentro ci stanno i titolari di rivendite di generi di monopolio autorizzate alla raccolta di giochi pubblici e gli esercizi con autorizzazione ai sensi degli articoli 86 o 88 del TULPS, con accordi sottoscritti con i concessionari. La doppia condizione — albo ADM da una parte, accordo con il concessionario dall’altra — spiega perché due tabaccherie a cento metri di distanza possono comportarsi diversamente: il tabaccaio senza convenzione non è un punto ricarica, per quanto venda sigarette e Gratta e Vinci.

I punti vendita ricariche non possono essere collocati in circoli privati o locali di associazioni. La scelta di escludere i luoghi chiusi e a frequentazione ristretta è coerente con la logica di controllo: un punto aperto al pubblico è verificabile, un circolo no.
Normativa e vigilanza: chi controlla, e cosa rischi tu
La targa, il QR code e i 100 € dell’esercente
Ogni punto vendita ricariche deve esporre all’esterno una targa di riconoscimento con il logo ADM e un QR code che permette di consultare i dati del punto vendita nelle banche dati dell’Agenzia. L’albo è stato pubblicato il 19 novembre 2024. Il QR code è la parte utile per il lettore: prima di consegnare contanti e documento, si può verificare in pochi secondi che l’esercizio sia davvero quello che dice di essere. Una targa si stampa in qualunque copisteria; un QR code che rimanda a una banca dati dell’Agenzia no.

Dall’altra parte del banco, l’iscrizione all’albo dei punti vendita ricariche costa 100 € l’anno per ciascun esercizio, più l’imposta di bollo. È il costo più basso dell’intera filiera e vale la pena dirlo rispetto a tutto il resto: una concessione di gioco a distanza si è aggiudicata a circa 7 milioni di euro per nove anni, e un punto ricarica paga cento euro. La sproporzione racconta come lo Stato consideri le due attività: il concessionario è un investitore sottoposto a vigilanza continua, il punto ricarica è un presidio di prossimità.
Sul versante del marchio, l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è il test completo per sapere chi ha una concessione. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra automaticamente l’esistenza dell’offerta di scommesse sportive: quello lo mostra il sito o l’app dell’operatore. La concessione si assegna per sito e per una durata massima di nove anni, senza rinnovo; ai vincitori del tender l’articolo 6, comma 3, chiede tra l’altro una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando.
Cosa si può scommettere, e cosa no
L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore.
Il vincolo che riguarda più da vicino chi scommette è il palinsesto. L’articolo 2, lett. s), lo definisce come il programma di eventi e tipi di gioco predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. Gli eventi entrano uno per uno: a settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Non è un’approvazione annuale per blocchi, è una lista che cresce per singole voci.
Scommesse ed eventi simulati hanno una definizione propria: l’articolo 2, lett. v) descrive le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e i prelievi su questi prodotti seguono lo stesso regime del resto.
Il betting exchange è un gioco separato: l’articolo 2, lett. u) prevede che il giocatore possa essere puntatore o banco e che il concessionario si limiti a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riporta che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo è in capo al concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non risulta dai materiali consultati.
La pubblicità vietata e chi la controlla
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro giudiziario è però in movimento: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026 avanzata da Forza Italia per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge, e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Il decreto promuove d’altra parte la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, all’articolo 3, lett. l), e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. La linea è più chiara di quanto sembri: il marchio non può vendere l’idea di giocare, ma può parlare del modo di farlo senza farsi male.
Le imposte: chi le paga, e perché non le paghi tu
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; prima erano il 43 % e il 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore la conseguenza pratica è la più comoda dell’intero sistema: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario — la vincita è tassata alla fonte, si riceve la somma netta e non si dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia in modo radicale se il sito non ha una concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non risulta. Il punto va detto come va detto: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
L’offerta illegale: cosa rischia chi ci mette i soldi
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illecito. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti nel 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato è che l’elenco dei siti oscurati è una fotografia, non una condizione stabile.
Ma il costo vero non è tecnico. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come l’ADM la richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore nella formulazione dell’ADM stessa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano dai materiali consultati.
Il confronto onesto sta in due elenchi. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuno di questi, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: la zona offshore è senza protezione, e la ricarica che si fa lì non è una ricarica con ricarica regolata.
Un ultimo punto che riguarda la ricarica in sé: l’articolo 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori senza concessione. La data di entrata in vigore non risulta confermata. Se e quando diventerà operativo, il canale di pagamento diventerà il filtro più efficace dell’intero sistema, molto più del blocco DNS.
Domande frequenti sulla ricarica del conto di gioco
Come si ricarica in contanti il conto di gioco in un punto vendita?
Si va in un esercizio iscritto all’albo dei punti vendita ricariche e si chiede l’operazione. Il punto identifica il titolare del conto, verifica l’identità di chi chiede la ricarica e versa il denaro solo su richiesta del titolare. In contanti il tetto è di 100 € a settimana complessivi, rispettato dal concessionario tramite il proprio sistema informatico.
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Ogni operatore pubblica la propria lista nei termini. Admiralbet indica carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. Lottomatica accetta tra gli altri PostePay e PayPal; Goldbet ricarica e preleva con PostePay, PayPal e altri metodi.
Perché un bookmaker con concessione chiede l’identificazione con documento o SPID?
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa del titolare, e SPID e CIE sono le procedure più rapide che alcuni operatori offrono accanto alla registrazione classica. BetFlag vi rimanda per l’apertura del conto. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come indicano le pagine degli operatori.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM: al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito e non per società, e l’elenco non ha una colonna per i giochi: se il marchio offra scommesse sportive lo mostra il suo sito o la sua app.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile. L’articolo 15, comma 1, prevede limiti su tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore, più limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario secondo protocolli approvati dall’ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato; per aumentarlo, Admiralbet indica un’attesa di 7 giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: la vincita è tassata alla fonte e si riceve la somma netta. È una ricostruzione della stampa specializzata, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Quanto costa iscriversi all’albo dei punti vendita ricariche?
L’iscrizione costa 100 € l’anno per ciascun esercizio, più l’imposta di bollo. Possono iscriversi i titolari di rivendite di generi di monopolio autorizzate alla raccolta di giochi pubblici e gli esercizi autorizzati ai sensi degli articoli 86 o 88 del TULPS, con accordi sottoscritti con i concessionari. I punti ricarica non possono stare in circoli privati o locali di associazioni.
Cosa succede se si prova a prelevare al punto vendita ricariche?
Non succede nulla, perché è vietato. Nei punti vendita ricariche non si possono prelevare le somme presenti sul conto di gioco né pagare le vincite: servono solo a mettere denaro sul conto. Chi ha vinto preleva con le procedure del proprio operatore — bonifico, carta o portafoglio elettronico — secondo i tempi indicati nei suoi termini.
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