Scommesse sul basket 2026 — quello che ogni quota ti toglie in tasca
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni dei bookmaker sono state confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Il basket è lo sport più onesto che esista dal punto di vista del punteggio, e il mercato delle scommesse che ci gira intorno lo è molto meno. In novanta minuti di gioco, quello che succede sul parquet non è negoziabile: una squadra segna più dell’altra, punto e basta. Quello che invece si negozia è la quota, e la quota è l’unico pezzo della serata su cui il bookmaker ha l’ultima parola. Nessuno ti obbliga a saperlo. È il punto di partenza di tutto ciò che segue.
Vale la pena fissare subito perché il basket si comporta diversamente dal calcio quando apri la schedina. Una partita di pallacanestro produce un centinaio di possessi, decine di canestri, falli, timeout, parziali da dieci punti in tre minuti, e ogni evento di questo tipo è una giocata potenziale. Il risultato è un listino profondo, spesso più profondo di quello del calcio su un mercoledì qualunque, e un numero di mercati che nella pallacanestro non ha eguali in nessuno sport di squadra. Profondità, in questo mondo, è una parola ambigua: significa più scelta per te e più occasioni per il margine di lavorare. Ogni mercato in più, infatti, è un modo in più di incassare lo stesso margine su una competizione sola.
C’è poi un secondo effetto, meno visibile. Il basket è lo sport dove l’inerzia cambia più rapidamente. Un parziale da 12-0 è normale, non è un evento raro, e questo rende le quote live estremamente mobili. Per chi scommette in-play, la mobilità è l’opportunità. Per il bookmaker, la mobilità è la ragione per cui il margine del live è quasi sempre più largo di quello del pre-match: il tempo che passa tra un canestro e la quota successiva è breve, e in quella finestra il bookmaker deve proteggersi da un flusso di scommesse che sa leggere meglio di te.
Su questa pagina si parla di questo, e di quanto costa. Prima la tutela e gli strumenti che limitano quanto puoi perdere, perché è la parte che nessun operatore mette in vetrina e che determina il tuo tetto di spesa. Poi i soldi: come arrivano sul conto, quanto tempo ci mettono a tornare indietro, dove si intoppano. Poi il live e il cash out, cioè il momento in cui il margine si allarga. Poi il capitolo scomodo: cosa si può realisticamente fare con i numeri invece di cercarci dentro un metodo. I mercati, gli handicap, i tornei, la classifica degli operatori con concessione ADM, e alla fine le regole che decidono se quella scommessa è legale o è un problema.
Prevenzione e tutela: i limiti che decidono quanto puoi spendere
Prima di guardare una quota, un conto di gioco ha già un tetto. Non è un consiglio, non è una raccomandazione di prudenza: è un’impostazione che scegli tu e che il concessionario è tenuto a offrirti. È, di fatto, il numero che determina l’esposizione massima della tua stagione, molto più di qualunque quota tu possa trovare su un 1X2.

Cosa si imposta alla registrazione
La disciplina sta nell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non è una lista di buone intenzioni: è una griglia che il concessionario deve riempire.
Alla registrazione il giocatore scegle un limite di deposito settimanale o mensile. Nella pratica delle piattaforme, un limite abbassato ha effetto immediato, mentre un limite alzato richiede sette giorni di attesa. Admiralbet chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: riduzione subito, aumento dopo sette giorni. Il meccanismo ha una logica precisa. La parte difficile — tirare il freno — è immediata; la parte facile — mollare il freno — è rallentata di una settimana. Se quella settimana ti sembra una seccatura, prova a immaginare cosa succede quando la stessa richiesta arriva a un’ora di distanza da una serata storta, senza nessun attrito in mezzo.

Vale la pena guardare la cifra che non c’è. Non esiste un tetto statale all’importo che puoi puntare su una scommessa sportiva in Italia, e non esiste un limite di deposito uguale per tutti: il limite nasce dalla tua scelta in registrazione, dentro i protocolli che il concessionario applica in base all’età e al comportamento. Questo ha una conseguenza concreta e spesso sottovalutata. Il tetto che ti protegge non è un numero che lo Stato ti mette davanti, è un numero che scegli tu in un momento in cui non conosci ancora il tuo comportamento di gioco. È un po’ come fissare il budget delle vacanze il primo giorno di mare.
Autoesclusione e RUA: la parte che non si vede
L’autoesclusione è lo strumento più forte e più definitivo della lista. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e anche alle sale sul territorio. Chi si autoesclude non si sta chiudendo fuori da un sito: si sta chiudendo fuori dal sistema autorizzato, con una sola iscrizione.
I periodi li fissano i termini degli operatori e le regole ADM. Admiralbet prevede periodi da 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto, cioè la possibilità di escludersi da un solo tipo di gioco invece che da tutti.
Qui va detto con precisione un punto che riguarda la tua incolumità, non la tua convenienza: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude è protetto sul sistema autorizzato e non lo è altrove. Se il tuo problema è il controllo, la differenza tra un operatore con concessione e un .com estero non è una questione di qualità del prodotto: è la differenza tra avere un interruttore generale e non averlo.
Il resto dell’apparato di tutela vive nelle piattaforme. bet365 indica tra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero gratuito che nessuno pubblicizza abbastanza, e che vale più di qualunque bonus di benvenuto di cui leggerai nella seconda metà di questa pagina.
Un’ultima voce di costo, che non paghi tu ma che esiste e vale la pena conoscere. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È il settore che finanzia, per legge, il proprio contro-racconto. Non è molto, e il fatto che sia necessario scriverlo in una legge dice qualcosa su quanto il racconto spontaneo vada nella direzione opposta.
Depositi, prelievi e i tempi che contano davvero
C’è un momento preciso in cui il denaro del giocatore smette di essere una cifra astratta e diventa un problema operativo: quello tra la ricarica e il prelievo. È anche la parte di un sito di scommesse su cui nessuna pubblicità mette mai l’accento, perché non si vende con una quota.
La ricarica non è un conto corrente
Il primo malinteso da smontare riguarda i punti vendita ricariche. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 li disciplina: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — e questi possono alimentare il conto di gioco online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite e non possono restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Il dettaglio dei 100 € settimanali in contanti sembra tecnico e invece è la voce più utile di questo paragrafo. Un conto alimentato in contanti al tabaccaio ha un tetto settimanale basso e, soprattutto, un flusso in uscita che passa da un’altra strada: il prelievo torna sul conto corrente o sulla carta, non in biglietti. Chi ricarica così sta, di fatto, giocando con una separazione tra i due sensi di marcia del denaro che non è una garanzia, ma è un attrito, e l’attrito è la sola cosa che funziona nei momenti difficili.
Sul versante degli strumenti, i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti al tabaccaio tramite SisalPay o Mooney. Ogni operatore ha la propria lista nei propri termini, ed è lì che va letta, non in una tabella di terzi. Il quadro delle criptovalute presso i concessionari ADM è, a oggi, non definito: non esiste una norma che nomini binari approvati. Per chi cerca un operatore accettando una cripto come criterio principale, la risposta onesta è che quel criterio non ha un fondamento nella disciplina italiana.
Una norma che vale la pena tenere d’occhio, perché il suo effetto sarebbe quello di chiudere definitivamente la questione dei pagamenti: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non è confermata. Quando — e se — arriverà, il muro tra il conto bancario italiano e un sito non autorizzato diventerà molto più alto di un blocco DNS.
Cosa dicono gli operatori sui propri orari
Le app dei concessionari parlano volentieri di quote in tempo reale e di risultati aggiornati; parlano molto meno di quanto tempo impiega un prelievo ad arrivare. Lottomatica mette in evidenza quote e risultati in tempo reale e lo streaming per seguire la partita in diretta, non i tempi di accredito. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri commerciali, e come tali vanno letti: dicono quanta merce c’è in vetrina, non quanto costa portarla a casa.
Sul fronte dei tempi, la regola che vale per ogni concessionario è quella dell’identificazione collegata al prelievo, e la si incontra nella sezione sulla verifica dell’identità. Chi apre un conto senza SPID ha trenta giorni per convalidarlo, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. È una scadenza che non ha nulla a che vedere con la velocità del circuito di pagamento scelto, e che manda a monte qualsiasi ragionamento sui bonifici: nessun bonifico è lento se il conto dal quale parte è sospeso.
La raccomandazione pratica è banale e quasi nessuno la segue: prima di depositare, completare l’identificazione. Chi apre il conto con SPID o CIE — BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni — chiude la pratica in pochi minuti e si evita l’intera categoria di problemi. Chi rimanda l’identificazione al momento della prima vincita si trova a gestire l’unico passaggio che nessun operatore ha interesse ad accelerare.
Live e cash out: dove il margine si allarga
Il live è il prodotto che il basket serve meglio di qualunque altro sport, e non per caso. Una partita di pallacanestro offre un numero di momenti scommettibili molto alto e una quota che si muove dopo ogni possesso. Il bookmaker live non è un banco che aspetta: è un banco che aggiorna, e ogni aggiornamento è una piccola tassa sul tempo che passa.
Cosa succede quando il cronometro corre
Per capire il costo del live bisogna guardare come si costruisce la quota in-play. Un pre-match viene fissato con calma, con i dati delle ultime partite, con i rientri dagli infortuni, con il riposo tra una gara e l’altra. Una quota live viene fissata in pochi secondi, mentre il punteggio cambia, e in quei secondi il bookmaker deve coprirsi da due rischi: quello di avere letto male la partita e quello di essere travolto da un flusso di giocate esperte prima che i modelli automatici correggano il prezzo. Più il mercato è liquido e volatile, più quel margine si allarga.
Il regolamento delle scommesse live è la parte che nessuno legge e che decide se la scommessa è valida. Si applica il principio generale che lega la quota al momento dell’accettazione, con la conseguenza pratica che il tempo che intercorre tra la tua conferma e la registrazione della giocata è un tempo in cui la quota può cambiare. Il modo per non scoprirlo a proprie spese è uno solo: leggere il regolamento del singolo mercato live nella pagina delle condizioni dell’operatore, perché le regole su come viene trattata una giocata accettata a quota variata sono condizioni del contratto, non dettagli tecnici.
Un elemento che incide sulla meccanica del live è la latenza, e l’ADM non ha reso pubbliche regole specifiche sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi. Chi scommette in-play su un mercato molto mobile dovrebbe trattare questo come un fattore di rischio da verificare caso per caso, non come una regola nota. Detto in modo diretto: le regole del live sono quelle che l’operatore scrive nei propri termini, e cambiano da un operatore all’altro.
Il cash out non è una via d’uscita gratuita
Il cash out è la funzione che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e nel basket è particolarmente usata proprio per la volatilità di cui sopra. L’offerta di riacquisto non è mai la quota di mercato: è un prezzo costruito dall’operatore, che incorpora il margine e il rischio residuo. Chiudere una giocata in vantaggio significa, quasi sempre, incassare meno di quanto il mercato riconoscerebbe a quella stessa posizione. Il costo del cash out è quel differenziale, e non compare in nessuna schermata.
Sisal propone tra le proprie giocate la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e mette a disposizione la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. SNAI offre singole, multiple e sistemi con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il punto da tenere a mente è questo. Il cash out è utile quando la tua lettura della partita è cambiata, non quando il punteggio ti sta mettendo ansia. Usarlo per l’ansia significa pagare il margine due volte: una quando hai aperto la giocata e una quando l’hai chiusa. La funzione esiste anche per una ragione commerciale che non ha nulla a che vedere con la tua convenienza — ogni chiusura anticipata è un giro in più di margine sulla stessa partita — e riconoscerlo non è cinismo, è aritmetica.
Cosa si può fare con i numeri, invece di cercare un metodo
Questa è la sezione più scomoda da scrivere, perché la domanda «come si vince alle scommesse sul basket» ha una risposta che nessuno vuole leggere: nessuno sa in anticipo chi vince una partita, e chi te lo vende lo sta facendo per una ragione diversa dalla tua convenienza. Non esiste un algoritmo che batta il mercato in modo stabile, non esiste un sistema che trasformi una schedina in un reddito, e nessuna pagina di questa guida ti dirà su chi puntare.
Cosa si può fare davvero
Quello che si può fare è ragionare sulla struttura del costo, ed è già molto. La prima cosa da fissare è il concetto di bankroll: la somma che decidi di destinare alle scommesse, separata dal denaro che serve per altro, e non ricostituita da altre fonti quando finisce. È l’unico strumento di controllo che dipende interamente da te e che nessun operatore può modificare. Vale più di qualunque consiglio su un mercato.
La seconda è la quota come informazione, non come promessa. Una quota è il prezzo che il mercato attribuisce a un evento, e il margine incorporato è la parte che il bookmaker trattiene su tutto il mercato, indipendentemente da chi vince. Su questo punto conviene fare il conto una volta per tutte, perché è l’unico numero che non cambia mai in base alla partita.
Il calcolo è questo. Su un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 per entrambi — un esempio, non un prezzo quotato — la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa 0,95, e il margine è 1 meno la quota di payout, cioè intorno al 5 %. Il risultato va letto come una banda con la sua condizione: su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il margine è di circa il 5 %, e la condizione è che entrambe le quote stiano effettivamente a 1,90. Se una delle due scende, il margine si muove, e quasi sempre nella direzione dell’operatore.
Il senso pratico di quel 5 % è che non è un costo che paghi una volta: è un costo che paghi su ogni giro, e su una stagione di giocate seriali è la differenza tra un’attività che si mantiene e una che si erode. Nessun operatore è obbligato a dichiararlo in vetrina, e nessuna app lo mostra. Va calcolato, come si è appena fatto, dalla somma degli inversi delle quote di un singolo mercato.
Sul fronte delle informazioni che puoi usare, le app dei concessionari offrono molto materiale che non è una previsione: il pre-match e il live su migliaia di eventi con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo, come indica Betsson, oppure un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, come indica Eurobet, o ancora i risultati in tempo reale e lo streaming di Lottomatica. Sono strumenti di lettura della partita. Nessuno di questi è un pronostico, e presentarli come tale sarebbe disonesto: servono a vedere cosa sta succedendo, non a sapere cosa succederà.
L’ultima cosa che vale è la disciplina sul numero di giocate. Una multipla da cinque eventi moltiplica le quote e moltiplica anche il margine, perché il margine si applica a ogni mercato che la compone. Chi gioca molte multiple sta pagando il margine cinque volte per una sola schedina, e questo spiega perché le promozioni sulle multiple siano così generose nell’invitarle. Vale la pena leggere la promozione di William Hill con questa lente: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Il requisito è costruito esattamente sulla forma di giocata che paga più margine. Non è un caso, ed è la cosa più utile che quella promozione ti dice.
Mercati e quote: come si legge una schedina di basket
Il basket ha una struttura del punteggio che il calcio non ha, e i mercati si sono adattati a quella struttura anziché copiarla. Capire il formato è la condizione per capire il prezzo.
Il 1X2 che non esiste
Nel basket non si pareggia, perché i tempi supplementari vengono giocati fino a che una squadra non è avanti. Il mercato a tre esiti del calcio, quindi, sul basket non ha la stessa forma: la ricerca di un 1X2 basket porta a un mercato che nella pratica si riduce a due esiti, con il «pareggio» che sopravvive soltanto nella variante del risultato a fine tempo regolamentare o nei mercati che ammettono il pareggio al termine dei 40 o 48 minuti. Il formato che trovi più spesso è quindi a due esiti, con la quota spostata per riflettere il vantaggio della squadra di casa o il valore della trasferta.
Il mercato a due esiti cambia il calcolo del margine in modo sensibile, ed è il motivo per cui l’esempio della sezione precedente usa proprio quella forma: con due soli esiti, il margine incorporato in un listino simmetrico a 1,90 è di circa il 5 %, ma spostamenti anche piccoli delle due quote lo fanno muovere, e il listino realmente pubblicato non è quasi mai simmetrico. Il punto pratico è che su un mercato a due esiti il margine si legge sommando gli inversi delle due quote, e questo richiede dieci secondi di calcolatrice. Sono dieci secondi ben spesi.
Handicap, DNB e la logica del differenziale
L’handicap è il mercato che nel basket fa il lavoro che i bookmaker non possono fare con il 1X2: separare il pronostico sulla partita dal pronostico sul divario. Attribuendo a una squadra un vantaggio o uno svantaggio in punti, il mercato trasforma un esito binario in un esito che dipende da quanto vince, non solo da chi vince. Nel basket, dove il divario finale è molto più variabile che nel calcio e dove un parziale da dieci punti può cambiare la partita, l’handicap e i mercati differenziali hanno un ruolo centrale.
Il DNB, il «draw no bet» che nel linguaggio italiano si rende come rimborso in caso di pareggio, è lo strumento con cui il mercato gestisce l’esito nullo quando l’evento ammette un pareggio — tipicamente sul tempo regolamentare. La differenza rispetto a un 1X2 con pareggio è che il DNB restituisce la puntata invece di pagare l’esito nullo, e questo cambia il profilo di rischio: si perde meno quando l’esito nullo arriva, e si incassa meno quando l’esito è favorevole. La quota del DNB è più bassa di quella del mercato pieno, e la differenza tra le due è il prezzo che paghi per eliminare il caso peggiore.
Un errore frequente è sommare i margini di mercati diversi come se fossero lo stesso mercato. Una quota di 1,85 su un handicap e una quota di 1,85 su un Under/Over appartengono a due listini separati, ciascuno con il proprio margine, e non si compongono in un unico calcolo. È il tipo di fraintendimento che rende impossibile capire quanto costa una schedina.
Come si legge una quota
Una quota decimale è il fattore che moltiplica la puntata e restituisce il totale incassato, comprensivo della puntata stessa. Una quota di 1,85 su 10 € restituisce 18,50 €, di cui 8,50 € sono il profitto netto. La lettura corretta è questa e non ce n’è un’altra: 1,85 non significa «l’85 % di probabilità», e non significa «ottantacinque centesimi di guadagno». Significa che il mercato valuta quell’evento e ci ha incorporato dentro il proprio margine.
La combinazione di più esiti funziona per moltiplicazione, non per somma: la quota di una multipla è il prodotto delle quote delle singole. Vale la pena tenere quel prodotto accanto al margine, perché è lì che si vede l’effetto composto: ogni gamba aggiunta moltiplica la quota e aggiunge un passaggio in cui il margine trattiene la sua parte.
Dal campo al palinsesto: cosa si può scommettere
Il basket in Italia esiste dentro un palinsesto approvato. È un dettaglio che nessuna app pubblicizza e che invece definisce il perimetro di tutto: sul sito di un concessionario non troverai qualunque partita di pallacanestro esista nel mondo, troverai le partite che quel concessionario ha messo in palinsesto e che l’ADM ha approvato, evento per evento.
Cosa dice la legge sul palinsesto
L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e stabilisce che la scommessa può essere raccolta solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner. Quali sport e quali tipologie di giocate siano effettivamente in ciascun palinsesto non è dato sapere dall’esterno; quello che si sa è che l’operatore non è libero di aprire un mercato da solo.
Per chi usa una lista di partite per pianificare le giocate questo cambia le cose in modo concreto. La disponibilità di un campionato non è una proprietà del bookmaker, è un esito di un procedimento amministrativo. Un sito può avere la concessione, avere il reparto basket attrezzato e semplicemente non avere ancora quell’evento autorizzato.
Eventi simulati e ippica
Gli eventi simulati hanno una definizione legale precisa: l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come scommesse su eventi sportivi, di ippica e altri, generati dal computer e mostrati in animazione o come replica di un evento reale registrato, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori stanno esattamente lì dentro. NetWin, per esempio, propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Sisal, sul proprio Virtual, indica oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Il virtuale ha una caratteristica che lo distingue da tutto il resto e che vale la pena dire chiaramente: non c’è nessun evento da analizzare. Non ci sono infortuni, non ci sono rientri, non c’è una squadra in cattiva forma. È un prodotto con una struttura di costo propria che non ha nulla a che vedere con il basket reale, ed è un’offerta che il mercato spinge molto perché ha un costo di gestione basso e un’alta frequenza di giocate.
L’ippica, dal canto suo, è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Non è dato sapere quali marche offrano oggi i totalizzatori di ippica nazionale online.
Sul versante delle competizioni, la pallacanestro ha una geografia antica che conviene avere in testa quando si guarda un listino. Fu inventata da James Naismith nel 1891 a Springfield, nel Massachusetts, con la prima partita datata 21 dicembre 1891. Fu inserita per la prima volta ai Giochi di Berlino 1936 nella versione maschile e nel 1976 in quella femminile, e il basket 3×3 è disciplina olimpica dal 2020.
Cosa si scommette
Le regole del gioco contano per chi scommette, perché determinano quanto è volatile il punteggio e quindi quanto un mercato è rischioso. Un canestro dal campo vale 2 punti, o 3 se tirato da oltre la linea dei tre punti, e un tiro libero vale 1 punto. Ogni squadra ha cinque giocatori in campo alla volta, con sostituzioni illimitate durante le interruzioni, e il canestro è a 10 piedi, cioè 3,05 metri, dal campo a quasi tutti i livelli di competizione.
La variabile più importante per il listino è però la durata. Le partite NBA si compongono di quattro quarti da 12 minuti, quelle FIBA di quattro quarti da 10 minuti, e i tempi supplementari durano cinque minuti. La differenza è sostanziale: una partita NBA offre 48 minuti di gioco effettivo e un numero di possessi che una partita FIBA non raggiunge, e questo significa più punti, più parziali e più volatilità. Un mercato costruito su un campionato FIBA europeo e un mercato costruito sulla NBA hanno distribuzioni di punteggio diverse, e questo rende un handicap di dieci punti una proposta molto diversa nei due casi. Il consiglio banale ma vero: quando leggi una linea, guarda prima di tutto a quale regolamento appartiene quella partita.
La classifica: i bookmaker con concessione ADM a confronto
Questa non è una graduatoria di simpatia e non è un invito ad aprire un conto. È un confronto costruito su ciò che è verificabile — la concessione, il concessionario, quello che l’operatore stesso scrive nei propri termini e nelle proprie schede — e questa struttura è l’unica difendibile, per una ragione che vale la pena spiegare.
La concessione ADM è per sito, non per azienda. Una stessa società può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, è titolare di Eurobet ma anche di Bwin e Gioco Digitale. Il concessionario è spesso diverso dalla marca che vedi: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. E c’è un limite strutturale che nessuna tabella può aggirare: l’elenco ufficiale dell’ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, perché un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. La prova che un sito offre basket sta sul sito e nell’app, non nell’elenco.
L’elenco dell’ADM letto al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Non è l’intero mercato: altri concessionari esistono, e una marca che non compare in questo confronto non è per questo priva di concessione. Il confronto copre dieci marche, tutte con concessione, tutte su sito .it.
| Marca | Concessione ADM | Concessionario | Cosa dicono i termini sul gioco responsabile |
|---|---|---|---|
| William Hill | n. 16044 | William Hill Malta Plc | Non indicato nei termini consultati; la promozione Extra Bet Club richiede una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betsson | n. 16027 | Azzurri Limited | Non indicato nei termini consultati; l’app indica pre-match e live su migliaia di eventi con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | n. 16048 | Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri, settimanali e mensili |
| Eurobet | n. 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Non indicato nei termini consultati; il palinsesto copre calcio, tennis e basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi |
| Lottomatica | n. 16010 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Non indicato nei termini consultati; l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| Goldbet | n. 16009 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Non indicato nei termini consultati; l’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi |
| Sisal | n. 16020 | Sisal Italia S.p.a. | Non indicato nei termini consultati; l’app indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| NetWin | n. 16035 | Netwin Italia S.p.a. | Non indicato nei termini consultati; l’app copre anche basket ed esports, con eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti e live score |
| StarCasinò | n. 16026 | Azzurri Limited | Non indicato nei termini consultati; l’app permette di scommettere su eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030 | Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
Quello che la tabella mostra, letta per colonne invece che per righe, è un’informazione che vale più della classifica. Sulla colonna dei termini di gioco responsabile, due marche su dieci hanno qualcosa di specifico da dire: AdmiralBet con i propri periodi di autoesclusione e i propri limiti configurabili, bet365 con il pacchetto completo di strumenti e con il numero verde. Sulle altre otto, la colonna resta vuota. Non è una colpa: significa che la loro documentazione consultata non espone questi strumenti con lo stesso dettaglio, e che per conoscerli bisogna andare nei termini del sito. Il lettore che si interessa a una di quelle otto marche ha una verifica in più da fare, e conviene farla prima di depositare, non dopo.
La seconda osservazione riguarda la colonna della concessione. Nove codici diversi per dieci marche, con Lottomatica e Goldbet che condividono la stessa società, GBO Italy. Due siti, due concessioni, un unico titolare. Per il giocatore questo ha un effetto pratico: un’autoesclusione o una chiusura del conto presso una delle due marche non è una questione che si risolve passando all’altra, perché la struttura societaria è la stessa. È l’unica riga della tabella in cui la colonna della concessione cambia davvero una decisione.
Come si è costruito il confronto
I criteri con cui queste dieci marche sono state messe in fila sono tre, e nessuno dei tre è un punteggio soggettivo.
Il primo è la concessione. Tutte le marche del confronto compaiono nell’elenco ufficiale dei siti autorizzati dall’ADM con un codice, hanno un sito .it e dichiarano la propria concessione nei propri termini. È il criterio che esclude, non quello che premia: un bookmaker che accetta giocate dall’Italia senza concessione non entra in questa lista per quanto competitiva sia la sua quota sul basket.
Il secondo è la verificabilità del prodotto. Le informazioni sul basket di ciascuna marca vengono dalle schede delle app e dai termini degli operatori, e sono presentate per quello che sono: indicazioni commerciali, non specifiche tecniche verificate su una partita reale. Quando una scheda parla di migliaia di eventi al giorno, quella cifra è quello che l’operatore dichiara.
Il terzo è la presenza degli strumenti di tutela nella documentazione consultabile. È il criterio sul quale il confronto è più severo, e non per moralismo: i limiti e l’autoesclusione sono le uniche voci dell’offerta che determinano l’esposizione massima del giocatore, e in una pagina che ragiona di costi sono la voce di costo più grande di tutte.
Quello che i criteri non includono è voluto. Non c’è un giudizio sulla bontà delle quote, perché non esiste un listino di riferimento per il basket che permetta di confrontarle su una partita reale, e inventarne uno sarebbe il modo più rapido per rendere inutile il resto della pagina. Non c’è un giudizio sulla velocità dei pagamenti, perché le condizioni di prelievo di ciascuna marca stanno nei propri termini e nessun operatore pubblica un tempo di accredito standard. Non c’è un premio all’offerta più generosa, perché l’offerta di benvenuto è un costo per chi la prende, non un beneficio, e la prossima sezione spiega perché.
Ampiezza del palinsesto: cosa offre ciascuna marca
Le schede delle app raccontano con una certa franchezza su cosa si può giocare e tacciono, con la stessa franchezza, su tutto il resto. Vale la pena leggerle incrociando quello che dicono con l’unica domanda che conta per chi gioca sul basket: quel listino contiene le partite che mi interessano?
William Hill non è, nella documentazione, una marca che si presenta sul basket. La sua proposta sportiva si legge attraverso l’Extra Bet Club, che assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Chi cerca profondità sul basket italiano in William Hill trova prima un prodotto costruito sul calcio e sulle multiple, e la quota totale minima di 10.0 dice molto su dove l’operatore vuole portare il giocatore. Se la freebet settimanale è l’unico motivo per aprire quel conto, il requisito della multipla a cinque eventi è il vero prezzo dell’operazione, perché una multipla di quella forma paga il margine cinque volte.
Betsson si presenta con un’app che offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una descrizione che copre il basket senza nominarlo, e che vale per il calcio esattamente come per la pallacanestro. Il valore reale della scheda sta nell’ampiezza dell’elenco dei mercati, che nel basket ha un’applicazione naturale: Under/Over, combo e marcatori sono formati che la pallacanestro produce in abbondanza.
AdmiralBet è la marca di questo confronto con la documentazione più esplicita sul gioco responsabile, e non è una posizione da poco in una pagina che ragiona di costi. I suoi termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto ad effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni. L’asimmetria dei sette giorni è l’unico meccanismo di attrito in tutta questa lista, e vale più di qualunque buona intenzione dichiarata altrove.
Eurobet copre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. È l’elenco più ampio di questa lista, e la presenza di sport come baseball, volley e hockey dice che l’operatore ha un reparto dedicato agli sport americani e agli sport di nicchia. Per chi cerca mercati sul basket universitario o su leghe minori, un listino costruito con questa ampiezza è un punto di partenza più ragionevole di uno costruito sul solo calcio.
Lottomatica mette in evidenza un palinsesto che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La combinazione tra streaming e live è il vero argomento di questa marca: nel basket, dove la quota si muove a ogni possesso, vedere la partita mentre la si gioca è un vantaggio informativo concreto, e lo streaming gratuito è la versione più economica di quel vantaggio.
Goldbet si presenta con la possibilità di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con il bonus di benvenuto legato al download dell’app e alla registrazione. Il formato Sistema è quello che merita più attenzione per chi ragiona di costi: il sistema riduce il rischio di una multipla spezzandola in combinazioni, e questo riduce anche la varianza, che è l’unica cosa che un sistema può fare. Non aumenta la probabilità di vincere una partita.
Sisal è, nella documentazione, la marca con i numeri più espliciti: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il basket è nominato tra gli sport dello streaming, ed è il dettaglio più utile di tutta la scheda. Il bonus di benvenuto di Sisal richiede di essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La condizione della prima ricarica è quella che pesa: un bonus legato a un deposito è denaro che entra nel conto insieme al tuo.
NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il basket è nominato direttamente, e accanto c’è un reparto virtuale particolarmente caricato: due minuti tra una partenza e l’altra significa un flusso di giocate molto alto. Per chi ha un problema di controllo, quel ritmo è la cosa da guardare per prima in questa scheda, più di qualunque quota.
StarCasinò è una marca con un’anima da casinò, e la scheda lo dice senza girarci intorno: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Sul basket non dice nulla di specifico, e per una pagina che ragiona di costi questa è l’informazione rilevante. Un ambiente in cui il prodotto principale è il casinò ha una struttura di costo diversa da un bookmaker sportivo, e il giocatore che ci arriva per il basket trova un intorno costruito su un prodotto più veloce nel consumare il saldo.
bet365 è la marca con la presenza più riconoscibile a livello internazionale: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il basket è nominato, il che la distingue dalle marche che lo coprono solo implicitamente, e la copertura live è dichiarata per tutti gli sport elencati. Sul fronte degli strumenti di gioco responsabile la sua documentazione è la più completa del confronto: pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia.
Bonus di benvenuto: quanto costa prima di incassarlo
Sul bonus di benvenuto conviene essere diretti, perché è il pezzo di questa pagina su cui il divario tra quello che l’operatore scrive e quello che il giocatore capisce è più largo. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori; il divieto pubblicitario del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e in Italia non esiste un tetto statale né al valore del bonus né ai requisiti di puntata. Le cifre, quindi, vengono dai termini di ciascun operatore, e ogni operatore le scrive a modo suo.
Ci sono due livelli di costo che vanno tenuti separati. Il primo è il deposito: un bonus che richiede una prima ricarica è denaro che entra nel conto insieme al tuo, e il conto comincia con un saldo che non è tutto tuo. Il secondo è il requisito di puntata, il rigioco, che è la parte davvero costosa e che nel basket ha un effetto particolare perché la struttura dei mercati — due esiti, quote basse, margine stretto — la rende più lenta da soddisfare rispetto a un mercato con quote alte e listini larghi.
Il terzo livello è quello che nessuno mette nella prima schermata: la quota minima accettata sul rigioco e il tempo massimo per completarlo. Una scommessa giocata sotto la quota minima non conta per il requisito, e una scommessa giocata oltre la scadenza arriva quando il requisito è già scaduto. Sono le due condizioni che trasformano un bonus apparentemente generoso in un bonus che non si incassa, e sono anche le due condizioni che il giocatore scopre più tardi.
Da questo punto di vista, la forma di giocata che una promozione richiede è più informativa dell’importo che promette. Una freebet settimanale da 5 € fino a 100 € legata a una multipla di almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0, come quella dell’Extra Bet Club di William Hill, è costruita su una giocata che paga il margine su cinque mercati per una sola schedina. L’operatore non sta regalando nulla: sta comprando un profilo di giocata che gli conviene. È esattamente il tipo di analisi che va fatta prima di aprire un conto, e va fatta sulla propria forma di gioco preferita, non su quella dell’offerta.
Una nota sul divieto pubblicitario che vale più per il lettore che per l’operatore: mentre cerchi le condizioni di un bonus, nessuna pubblicità le potrà raccontare, perché il Decreto Dignità vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro su qualunque mezzo, internet incluso. Le condizioni di un bonus vivono nei termini dell’operatore, ed è lì che vanno lette, una per una, prima di depositare.
Verifica dell’identità: il passaggio che blocca i prelievi
Il conto di gioco non è un conto anonimo, e il passaggio che lo rende tale è quello che genera la maggior parte dei problemi pratici sui prelievi. Vale la pena dedicargli attenzione perché non si risolve con il binario di pagamento giusto, e la maggior parte dei giocatori lo scopre nel momento peggiore.
Ogni operatore offre la registrazione classica con documento e quella con SPID; BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il sistema pubblico di identità digitale non è un’opzione di comodo: chi apre il conto con SPID ha l’identità validata nell’atto stesso della registrazione, chi lo apre con il modulo classico deve completare la convalida entro trenta giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.
Quella sospensione è il punto che confonde. Un conto sospeso per identità non risponde alle regole del binario di pagamento scelto: risponde a una condizione di validità del conto, e nessun bonifico veloce, nessun portafoglio elettronico e nessuna carta la aggirano. Chi ha fretta di prelevare dopo una vincita scopre in quel momento che il tempo si misura in giorni di pratica, non in ore di circuito.
Il modo per non arrivarci è elementare, ed è per questo che vale la pena ripeterlo: completare l’identificazione all’apertura del conto, prima del primo deposito. Chi apre con SPID o CIE lo fa in pochi minuti e non ci pensa più. Chi sceglie il modulo classico ha trenta giorni di tempo e una sola cosa da fare con quei trenta giorni.
Il codice fiscale e i dati anagrafici completi sono parte della stessa pratica, e la ragione è normativa: un conto di gioco richiede l’identificazione completa del titolare, e i trenta giorni non sono una scadenza dell’operatore ma il margine dentro cui la pratica deve chiudersi. Non è una formalità burocratica da rimandare: è la condizione che rende il tuo saldo prelevabile.
Verifica della concessione: come si controlla un operatore
Il controllo della concessione è l’unica verifica di questa pagina che il lettore può fare in due minuti e che non richiede di fidarsi di nessuno. Vale la pena farla prima di aprire un conto, e vale la pena farla anche quando l’operatore sembra ovvio.
Il metodo è questo: l’ADM tiene l’elenco ufficiale dei siti autorizzati, ogni riga ha un codice e un sito .it associato, e l’elenco è pubblico sul sito dell’ADM e su quello della Guardia di Finanza. Il nome che cerchi è la marca, ma il codice che trovi è quello del concessionario, che può essere una società diversa. Le marche di questo confronto, con i loro codici, sono nella tabella del confronto tra i bookmaker con concessione ADM. Se il sito che stai guardando non compare in quell’elenco, la conclusione è semplice e non ammette sfumature.
Un metodo più rapido per un controllo quotidiano è leggere i termini del sito: gli operatori dichiarano il proprio numero di concessione e la propria società nei propri termini, e quello è il riferimento da confrontare con l’elenco. Se il numero dichiarato nei termini non compare nell’elenco, o non corrisponde al sito, hai la tua risposta.
La seconda parte del controllo riguarda la verifica che l’offerta sportiva esista davvero. Un nome sull’elenco non dimostra che il sito offra scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e un concessionario può detenere i diritti su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. La verifica sta sul sito e nell’app dell’operatore: sezioni, mercati, palinsesto. Per il basket, la domanda da farsi è secca: c’è una sezione basket con partite reali e giocate pre-match e live, o c’è solo un elenco di slot?
Quando un operatore non ha la concessione
Questa parte riguarda soldi reali e conseguenze penali, quindi va scritta piatta e precisa, senza ironia.
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore in riferimento all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», ed è una parola che va letta come una misura provvisoria, non come una garanzia.
Il punto che riguarda direttamente il giocatore è un altro. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e stabilisce che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Quella è la regola lato giocatore nella formulazione dell’ADM stessa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti.
Il quadro che ne esce è che il sito non autorizzato non è soltanto un rischio finanziario. È un’area dove non opera il RUA, non opera la vigilanza dell’ADM, non operano gli strumenti di limite obbligatori e non c’è un foro italiano. Un operatore estero accetta giocatori italiani con una licenza straniera che in Italia non ha alcun valore, e la zona è per definizione non protetta. Chi legge questa pagina per capire dove giocare ha, a questo punto, tutti gli elementi per decidere: la concessione è una condizione, non un dettaglio.
La tassa sulle vincite: chi la paga e chi non la paga
Sul fisco delle scommesse circolano due affermazioni che vengono spesso mescolate, e conviene separarle perché riguardano due soggetti diversi.
L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre in precedenza erano al 43 % e al 47 %, e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
La base del 24,5 % è la differenza tra giocate e vincite, non la somma giocata: è un dettaglio che cambia completamente l’ordine di grandezza della cifra e che va tenuto presente quando si legge un’aliquota del genere. Per il giocatore di basket questo significa che la tassa non compare mai sulla schedina né sul saldo. È un costo che sta a monte, dentro il prezzo che vedi.
Sul giocatore, la questione è diversa. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la formulazione riportata dalla stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, è «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va chiusa con l’unica raccomandazione sensata: consultare un commercialista.
La situazione cambia in modo sostanziale per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata non è nota. In termini sintetici: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non si tratta di consulenza fiscale.
Il contrasto tra le due situazioni è il riassunto più efficace di quanto costa giocare fuori dal sistema autorizzato. Non è solo una questione di protezione e di legalità: è la differenza tra ricevere una somma netta senza pratiche e doverla dichiarare per intero nell’anno successivo, con un’aliquota che nessuno ha reso nota.
Domande frequenti sulle scommesse sul basket
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM, che l’Agenzia aggiorna un evento alla volta. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e la scommessa può essere raccolta solo su eventi che vi compaiono. Quali sport e mercati contenga ciascun palinsesto non è dato sapere dall’esterno: si verifica sul sito dell’operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Con l’elenco ufficiale, pubblico sul sito dell’ADM e su quello della Guardia di Finanza: ogni riga ha un codice e un sito .it. Il codice appartiene al concessionario, che spesso non porta il nome della marca, quindi il controllo va fatto anche sui termini dell’operatore, dove la concessione è dichiarata. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un nome presente non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La quota decimale moltiplica la puntata e restituisce il totale incassato, comprensivo della puntata. Con 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro e formano una quota unica, mentre il margine del bookmaker si applica a ciascun mercato che la compone.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di uno stesso mercato e si sottrae il risultato da 1. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90, la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa 0,95, e il margine è di circa il 5 %. Se una delle due quote cambia, il margine cambia con lei.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di «tassate alla fonte». È una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la verifica va fatta con un commercialista. Sui siti esteri la posizione è diversa e va chiarita con un professionista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore scegle un limite di deposito settimanale o mensile. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore e limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco. Nella pratica un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni. Il limite statale che l’ADM fissa nel bando non è noto.
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