1X2 scommesse sportive: il prezzo nascosto dentro ogni quota
31 Ottobre 2026 — concessioni e numeri di conto verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Una scommessa 1X2 sembra l’operazione più semplice del mondo: scegli casa, pareggio o trasferta, la quota è lì scritta in cifre grosse, e il conto si fa a mente. Il problema è che quella cifra grossa non è il prezzo della scommessa. È il prezzo della scommessa meno qualcosa, e quel qualcosa lo incassa sempre l’operatore, indipendentemente da chi vince la partita, da quante formazioni hai studiato, da quanti siti di statistiche hai aperto prima di premere il pulsante.
Chi scommette sul 1X2 paga due volte. La prima volta paga il margine, la quota che sembra generosa e non lo è. La seconda paga in tempo, condizioni e attese: i giorni che una promozione di benvenuto impone di giocare, il limite di ricarica che si alza solo dopo una settimana, il prelievo fermo finché il documento non è stato validato. Il margine è il costo che si vede se si guarda. Il resto è il costo che si scopre dopo.
Vale la pena dirlo subito, senza giri di parole: non è una pagina che spiega come vincere. Il risultato di una partita di calcio non è prevedibile, e chi vende pronostici sicuri sta vendendo qualcosa che non possiede. Quello che si può misurare è quanto costa giocare, e questa è una domanda con una risposta aritmetica.
Gioco responsabile: il costo che si paga quando il conto peggiora
Prima di ogni altra cosa, perché è la parte che riguarda più soldi di tutte. Un bookmaker con concessione italiana mette in mano al giocatore degli strumenti obbligatori, e la maggior parte di chi scommette non li apre mai. Costano poco adesso e servono moltissimo dopo, e sono l’unico punto del rapporto in cui l’operatore non ha interesse a che tu giochi di più.
Gli strumenti che la concessione impone al concessionario
L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 è la norma che regge tutto il resto, e vale per ogni operatore che lavora con una concessione italiana. Prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita. Prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, dentro protocolli approvati da ADM. Prevede messaggi automatici su durata e spesa. Prevede strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto. E prevede un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Quel canale è la parte più ignorata della legge. Otto ore al giorno, cinque giorni a settimana, non è un centralino di cortesia: è un obbligo preciso, e se un operatore non lo rispetta la segnalazione va ad ADM, non alla chat del servizio clienti.
Sopra a questo, l’art. 15, comma 2, mette un’altra condizione sul concessionario: spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, con un tetto di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa. Sono soldi che non arrivano al giocatore e non migliorano una quota, ma dicono una cosa utile sulla struttura del mercato italiano: qui la tutela non è lasciata alla sensibilità del singolo brand, è una voce di bilancio imposta per legge.
Autoesclusione e RUA: l’unico intervento che costa zero
Chi decide di fermarsi ha uno strumento più forte di quanto immagini. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e anche alle sale sul territorio. Un atto solo e si chiude tutto insieme: non una piattaforma, non un conto, ma l’intero perimetro legale italiano.
Le durate cambiano, e qui la data conta. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni: un blocco di una settimana oggi è possibile, e per chi ha bisogno di un intervallo secco è una buona notizia arrivata in ritardo.
Resta il buco, e non è piccolo. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude da un operatore italiano e poi apre un conto su un .com estero non è protetto da nulla: quel registro non lo conosce, e nessuno lo conoscerà mai. La sezione sulla normativa italiana torna su questo punto con le conseguenze pratiche, che non sono solo di protezione mancata.
Il limite di deposito che non si alza in un minuto
All’iscrizione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di registrazione, e due comportamenti diversi a seconda della direzione in cui lo si muove: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
È la regola meglio congegnata e la più odiata. Chi vuole giocare meno ottiene l’effetto subito. Chi vuole giocare di più aspetta una settimana intera, e in quella settimana può cambiare idea. Il ritardo non è una scortesia amministrativa: è un attrito progettato, e funziona.
Admiralbet, per esempio, chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre parametri, tre orizzonti temporali, tutti scelti a freddo prima che il conto esista. Chi salta quella schermata con tre clic veloci ha rinunciato all’unica discussione sul budget che farà da sobrio.
La cifra esatta del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è pubblica, e questo è il punto debole della trasparenza italiana. Il limite non nasce da un numero calato dall’alto uguale per tutti: nasce dal bando, dai protocolli approvati e dalla scelta del giocatore. Trattarlo come una soglia unica è l’errore più comune che si legge in giro, e porta a conclusioni sbagliate su cosa un operatore può e non può fare.
Il numero verde, e il costo che non si vede
Fra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Un numero verde, una pausa, un avviso. Sembrano dettagli da pagina di condizioni, e invece sono l’unica parte di questa attività in cui il conto può migliorare davvero. Il resto, dal margine al rigioco, è aritmetica che gira in una sola direzione.
Pronostici e metodo: il costo di una certezza che non esiste
Qui si entra nel territorio dove circola più fumo che altrove. Le ricerche attorno al 1X2 e ai pronostici sono piene di formule che promettono un metodo, una statistica decisiva, una vincita garantita. Vale la pena smontare il meccanismo, non per moralismo ma perché crederci costa soldi veri.
Perché una statistica non è un pronostico
Prendi una partita e guarda i tre esiti. Può finire con una vittoria, un pareggio o una sconfitta, e sono esattamente i tre esiti coperti dal mercato 1X2: casa, pareggio, trasferta. In un campionato a girone, in caso di pareggio ogni squadra riceve 1 punto. Nessuno dei tre esiti è più probabile degli altri per diritto divino, e il campo non sa nulla delle tue statistiche.
La durata, invece, è una cosa che si sa e non si prevede. Una partita di calcio dura 90 minuti di gioco regolamentare, divisi in due tempi da 45 minuti, e l’arbitro aggiunge il recupero per sostituzioni, infortuni e altre interruzioni. Quella durata non è un’opinione: le Regole del Gioco del 1897 la fissarono in 90 minuti, salvo diverso accordo, e le Regole sono composte da diciassette regole singole amministrate dall’International Football Association Board. Un secolo e mezzo di calcio e la partita dura ancora lo stesso tempo, mentre i siti che promettono il metodo infallibile cambiano indirizzo ogni mese.
Il regolamento ha anche un dettaglio che sul 1X2 fa la differenza e che moltissimi giocatori non hanno chiaro. Se una partita a eliminazione diretta è in parità dopo 90 minuti si giocano due tempi supplementari da 15 minuti e nella maggior parte delle competizioni a eliminazione diretta si passa poi ai calci di rigore, i cui gol non contano nel risultato finale. Tradotto: la scommessa 1X2 si chiude al 90°, recupero compreso, e tutto ciò che succede dopo appartiene ad altri mercati. Chi si è giocato il pareggio e vede l’1-1 restare tale per 120 minuti ha vinto la scommessa mentre allo stadio stanno per iniziare i rigori.
Il bankroll e la tentazione delle multiple
La gestione del denaro è l’unica parte di questo capitolo con un contenuto misurabile, e non è un pronostico: è aritmetica. Una multipla unisce più selezioni in un biglietto solo, e le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico. Due quote da 1,90 diventano 3,61. Sembra un salto di valore enorme, e in un certo senso lo è: la probabilità di azzeccare entrambe è molto più bassa della probabilità di azzeccarne una, e il prezzo sale proprio perché il rischio sale.
Il punto che quasi nessuno calcola è che il margine si moltiplica con le quote. Su una singola il costo implicito è quello di un mercato. Su una multipla di cinque selezioni sono cinque margini che si compongono, e la quota finale è più generosa di qualunque alternativa proprio perché l’operatore vi ha già incorporato il proprio vantaggio cinque volte. La vincita promessa cresce in modo visibile; il costo cresce in modo invisibile. È lo stesso motivo per cui le multiple sono la forma di giocata più reclamizzata e meno conveniente del palinsesto.
La posizione è semplice: chi gioca il 1X2 con regolarità sta meglio con poche singole, di importo controllato, che con una multipla spettacolare da tre euro. Non perché le singole si vincano più spesso, ma perché il costo pagato per tentarle è più basso, e su un anno di giocate quella differenza è la sola variabile che il giocatore controlli davvero.
Le promozioni che sembrano un vantaggio sul pronostico
Alcune offerte si presentano come un aiuto alla previsione. Un esempio è Betfair: l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Un altro è SNAI, la cui funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi, calcio, tennis e basket, nello stesso biglietto, con una quota unica.
Nessuno dei due regala una previsione migliore. La combo è un modo di impacchettare selezioni correlate, e le selezioni correlate sullo stesso evento si muovono insieme: nel momento in cui l’evento prende una piega, o vincono quasi tutte o ne salta una e cadono tutte. La quota unica che le tiene insieme è il prezzo di quella correlazione, ed è il bookmaker a fissarlo. Chi legge la combo come un vantaggio analitico compra una confezione, non un’informazione.
Il metodo, quindi, non esiste come scorciatoia. Esiste come disciplina: sapere che cosa è il 1X2, quanto costa ogni tentativo, quanto si è disposti a spendere al mese, e fermarsi lì.
Tipi di giocata e quote: dove il prezzo diventa leggibile
Il 1X2 è il mercato principale del calcio, e in Italia lo si trova scritto così, con la X in mezzo. Ma è anche il mercato su cui si misura tutto il resto, perché la sua quota è la più facile da confrontare fra operatori e la più facile da smontare per capire quanto trattiene il bookmaker.
Cosa copre davvero il mercato 1X2
I tre esiti sono casa, pareggio, trasferta, e il mercato copre tutti e tre senza eccezioni: non esiste un quarto risultato in una partita di calcio. Questa è la ragione per cui il 1X2 è il mercato su cui si calcola il payout di un bookmaker senza dover stimare niente a mano.
Il basket e gli altri sport hanno una struttura diversa, e le ricerche che mescolano 1X2 e basket lo dimenticano. Nel basket non esiste il pareggio a fine partita regolamentare: i due esiti sono casa e trasferta, e un mercato a due vie non si confronta con uno a tre. Chi cerca un 1X2 sul basket sta cercando un mercato che in quello sport non ha lo stesso significato, e le quote che trova sono costruite su un’altra logica.
Quanto trattiene il bookmaker: il margine, misurato
Ecco il calcolo che rende leggibile ogni quota del palinsesto. Prendi un mercato illustrativo a due esiti con quota decimale 1,90 su entrambi i lati. Non è un prezzo quotato da nessun operatore: è l’esempio su cui si mostra il meccanismo.
Il payout di quel mercato è 1 diviso la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90. Quella somma fa 1,0526 circa, quindi il payout è 0,95, cioè il 95 %. Il margine è il complemento: 1 − 0,95, ossia il 5 %. Su ogni 100 € puntati su quel mercato, l’operatore ne restituisce in media 95 e ne trattiene 5, indipendentemente dall’esito.
Il risultato è però una banda, non un numero secco, e la condizione va detta. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il margine è esattamente il 5 %. Allontanandosi da quella coppia il margine sale: a 1,85 e 1,85 il payout scende e il margine si avvicina al 8 %, mentre su un mercato a tre esiti come il 1X2 le stesse quote per lato lasciano al bookmaker una fetta più larga, perché i lati da coprire sono tre. Su un mercato a tre vie con tutte le quote a 3,00 il payout è di poco superiore al 90 % e il margine di poco inferiore al 10 %. Il 5 % dell’esempio è quindi il limite basso di un intervallo, non la norma del palinsesto.
Questo è il costo strutturale del gioco, e vale la pena isolarlo da tutto il resto. Un bookmaker che offre margini più stretti non è più onesto di un altro, sta semplicemente comprando volume. Il giocatore che confronta due operatori sullo stesso mercato può misurare la differenza in punti percentuali, e su un anno di giocate quella differenza è la voce più grossa del conto, più grossa di qualunque bonus di benvenuto.
I mercati che si giocano accanto al 1X2
Attorno al risultato finale si affollano decine di mercati derivati, e questo è il punto in cui la copertura di un operatore diventa un criterio di scelta concreto. SNAI, per esempio, offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sisal mette accanto alla Scommessa DUO la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere prima che l’evento finisca.
Il Cash Out merita una riga di diffidenza. Chiuderla prima della fine significa accettare una quota proposta dall’operatore, che la costruisce sul momento e che include il proprio margine in una forma meno confrontabile di quella di un mercato aperto. È comodo, ed è comodo per entrambi.
Goldbet allarga il quadro ancora: tra i suoi mercati di calcio ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Accanto al calcio reale, la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
I virtuali sono il caso limite di questa pagina, e vanno letti con attenzione particolare. Sul gioco virtuale, cioè sugli eventi simulati, l’imposta unica è il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. È un evento generato da un computer, con partenze ogni cinque minuti e dieci eventi in contemporanea: la frequenza è la caratteristica del prodotto, e la frequenza è esattamente ciò che il margine rende costoso.
Un’ultima nota sui formati. L’app Eurobet copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. L’app Goldbet percorre la stessa strada con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. La terminologia conta meno di quanto sembri: singola, multipla e sistema sono tre modi di pagare il margine, e il sistema è quello che lo paga una volta per ciascuna combinazione che contiene.
Classifica: dieci concessionari ADM a confronto
I criteri con cui questa classifica è costruita
Nessuna classifica seria di operatori può partire dal bonus di benvenuto, perché il bonus è la voce che tutti comunicano con le parole più vaghe. Qui i criteri sono quattro, e ognuno è verificabile.
Primo: la concessione. Ogni brand di questa lista è un sito autorizzato presente sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM con un proprio codice e un proprio sito .it. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e la società concessionaria spesso non porta il nome del marchio: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited. Questi ultimi tre nomi non compaiono nel confronto come brand, e la ragione sta nella sezione sulla normativa: un marchio che un lettore incontra nominato e mai valutato legge come una pagina lasciata a metà.
Secondo: che cosa l’operatore dichiara nei propri termini sul funzionamento del mercato e sul costo dell’offerta. Terzo: la copertura sportiva e la profondità dei mercati, come risulta dalle descrizioni degli operatori stessi. Quarto: gli strumenti di tutela e i limiti, perché sono l’unica parte del rapporto che l’operatore non ha interesse a pubblicizzare.
Dove una voce non è coperta, la cella resta vuota. Un trattino in una tabella è un’informazione più onesta di una frase che spiega perché manca.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Che cosa prevedono i termini dell’operatore sul mercato 1X2 |
|---|---|---|
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con Supercombo a quote maggiorate |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con SPID o CIE accanto alla registrazione classica |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con streaming per il live |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Singole, multiple e sistemi, con le schedine raccolte in My Bets |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati e Bet Builder+ su eventi selezionati, pre e live |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Risultato esatto, goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi in diretta streaming, con tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo nel palinsesto quotidiano |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con bonus cash al 100 % del primo deposito fino a 50 € |
La prima cosa che salta all’occhio è che la colonna della concessione è piena e quella del mercato è disomogenea, ed è una disomogeneità reale, non un difetto della tabella. Due brand di questa lista sono aziende dello stesso gruppo, Azzurri Limited, con due concessioni distinte e due siti distinti: la concessione è per sito, e questo è il motivo per cui lo stesso concessionario può comparire due volte.
La seconda cosa è che nessuna delle dieci voci contiene un numero sul costo. Non esiste un obbligo di pubblicare il margine, e nessun operatore lo pubblica. Il margine si ricava confrontando tre quote sullo stesso evento, operazione che richiede tre minuti e che nessuna tabella di comparazione può fare al posto del lettore.
Betfair: la concessione più vecchia della lista, e un mercato a parte
Betfair è ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., con sito proprio. La sua offerta sportiva passa dai mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il dettaglio che vale la pena conoscere è che Betfair è descritta come il primo operatore con concessione 16028 ad avere portato in Italia il betting exchange, il punta e banca: la forma di gioco in cui il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. È il modello in cui l’operatore non fissa la quota e quindi non incorpora un margine nel modo consueto, e l’unica documentazione disponibile segnala regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50.
Su quelle regole dell’exchange, però, la documentazione si ferma: quanti brand lo offrano oggi e quali siano le commissioni non è dato sapere da qui. Chi vuole usarlo deve leggere le condizioni del proprio conto, non una tabella.
Questa è la parte in cui Betfair si distingue davvero dalle altre nove. Se il costo implicito del margine è la ragione per cui leggi questa pagina, l’exchange è l’unico posto della lista in cui quel costo è strutturalmente diverso invece che appena più basso. Il problema è che è anche l’unico posto della lista in cui il regolamento va studiato prima, non dopo, e una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 lo rende poco adatto a chi vuole provare con due euro.
BetFlag: il bonus senza deposito con il costo scritto in chiaro
BetFlag è ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
L’offerta di benvenuto di BetFlag è un bonus scommesse senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. Le condizioni sono la parte interessante: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
Fermati su questi tre numeri e sul loro ordine. Un’unica scommessa, quindi nessuna possibilità di diluire il rischio su più tentativi. Quota totale minima 5.00, quindi non una singola ma una multipla, o una singola su un evento molto improbabile. Tre giorni dall’attivazione, e l’attivazione non parte quando ti iscrivi ma quando documento, cellulare ed e-mail sono verificati, entro 30 giorni dalla registrazione.
Qui l’aritmetica è brutale e vale la pena farla. Il valore medio di un bonus senza deposito non è il suo importo nominale: su una scommessa con quota 5.00 il valore atteso è l’importo moltiplicato per quota meno uno, diviso la quota, il tutto per il payout del mercato. Il payout del mercato di questo operatore non è noto, e quindi il conto si ferma a metà. Ma il punto regge anche così: 10 € su una quota 5.00 non valgono 10 €, valgono 8 € meno la quota di margine del mercato, e questo prima di considerare la probabilità di azzeccare la scommessa.
E i 200 Fun Flag non sono un bonus, sono un secondo livello. Arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, cioè un fattore otto, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
Rileggi quei numeri nell’ordine giusto. Per sbloccare 50 Fun Flag servono 400 Fun Flag di puntate, un rapporto di uno a otto. E la conversione finale rende un Bonus Sport da 1 € a 25 €. La scala è quella: entri con un bonus senza deposito e finisci in un sistema a tranche con requisiti di puntata, quota minima e un tetto alla conversione. Chi ha tre giorni liberi e nessuna fretta può trovarci qualcosa. Chi pensa di incassare 10 € in scommesse facili ha letto male la pagina delle condizioni, che BetFlag peraltro pubblica completa.
Il vero punto di forza di BetFlag non è il bonus: è che i 10 € non richiedono un deposito. È l’unica offerta di questa lista che non chiede di mettere denaro proprio per partecipare, e per chi vuole vedere come funziona una piattaforma prima di versare è una porta d’ingresso a costo zero. Poi, quasi certamente, arriva il rigioco, e il costo si sposta.
Betsson: la copertura ampia e la concessione che non porta il nome
Betsson è ADM n. 16027, Azzurri Limited, con sito proprio Betsson. Azzurri Limited è lo stesso concessionario di StarCasinò, che ha concessione 16026: due marchi, due siti, due concessioni, una società.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la descrizione più ampia della lista sul fronte dei mercati principali, e «migliaia di eventi» è una formula che vale quanto vale: nessuna delle cifre è verificabile dall’esterno, ma la presenza del 1X2 accanto a marcatori e combo segnala un’offerta pensata per il palinsesto calcistico completo.
Il punto di attenzione di Betsson non è sportivo, è strutturale. Il marchio è gestito da una società che in Italia controlla anche un casinò online, e le due concessioni sono separate. Chi apre il conto qui deve sapere che cosa sta usando: il prodotto sportivo e il prodotto casinò hanno tutele, mercati e logiche di costo diverse, e la concessione di uno non copre l’altro.
Resta il fatto che la copertura dichiarata è fra le più larghe del gruppo. Per chi vuole un solo conto e non vuole spostarsi fra piattaforme, questo è un argomento concreto.
Lottomatica: il palinsesto più riconoscibile del gruppo
Lottomatica è ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy. Il nome della società concessionaria è la cosa meno riconoscibile del marchio, e vale la pena averlo presente: è quello che si cerca se si vuole verificare una concessione, non il marchio.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il palinsesto è quello di un operatore che punta sul calcio italiano: due campionati nazionali, la coppa dei campioni, un campionato straniero e due mondi a motore. Non è la copertura più ampia della lista, ma è la più mirata su ciò su cui scommette chi cerca un 1X2 in Italia. Chi gioca quasi solo Serie A trova qui tutto quello che serve senza scorrere menu interminabili.
Lo streaming è la parte che sposta davvero l’esperienza. Scommettere live guardando la partita cambia il modo di giocare, e non in una direzione sola: rende più facile farsi prendere dall’impulso di un secondo tempo che sta girando male. Il costo non è il servizio, è la frequenza delle giocate che il servizio rende comode.
Un dettaglio sul nome, utile per chi confronta: Goldbet è un marchio distinto con la sua concessione e la sua offerta, e compare più avanti in questa lista. Lottomatica e Goldbet hanno la stessa società concessionaria e due concessioni diverse.
Eurobet: la pagina My Bets e la concessione del gruppo bwin
Eurobet è ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È la società che in Italia gestisce anche Bwin e Gioco Digitale, tutte con concessioni proprie: un solo concessionario può tenere più siti, e questo è il caso più chiaro del gruppo.
Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
Su un’offerta sportiva sintetica come questa, la My Bets è probabilmente il dettaglio più utile e meno celebrato. Un operatore che mette in un posto solo tutte le schedine aperte, comprese quelle in corso, sta riducendo l’attrito sul controllo del proprio gioco. Chi non sa più quante schedine ha aperto ha un problema di informazioni prima che di soldi, e uno storico ordinato è il modo più semplice di risolverlo.
Sul resto, singole, multiple e sistemi sono i formati standard che si trovano ovunque. Non c’è qui un elemento che distingua Eurobet dalle altre nove oltre al fatto che il marchio condivide la casa con bwin, cosa che a un giocatore non cambia nulla di operativo.
StarCasinò: il casinò con un bookmaker dentro
StarCasinò è ADM n. 16026, Azzurri Limited, e ha la stessa società concessionaria di Betsson. Va detto con chiarezza quanto questo pesi sulla valutazione: due brand della lista appartengono allo stesso gruppo, hanno concessioni distinte e prodotti che si sovrappongono.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La formula «accanto» è esattamente il punto. StarCasinò nasce come casinò, e il bookmaker convive con slot e Live Casinò nello stesso conto e nella stessa app. Per il giocatore che cerca il 1X2 questo significa una cosa sola, che va detta senza giri: un prodotto sportivo descritto in una riga dentro un’applicazione di gioco dominata da altro. Non ci sono qui i dettagli sui mercati che le altre voci di questa lista portano, e non c’è nulla che segnali una specializzazione sul calcio.
Chi cerca un bookmaker da usare con continuità ha alternative migliori in questa stessa lista. Il marchio ha una concessione in regola e una piattaforma funzionante, e questo va riconosciuto; ma il costo, per chi scommette sul calcio, è quello di un prodotto che non è il cuore dell’offerta.
bet365: quote maggiorate, Bet Builder+ e un numero verde
bet365 è ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Il concessionario è una società maltese, cosa ordinaria nel mercato italiano: la concessione è italiana, la società può avere sede nello Spazio Economico Europeo, e questo è ciò che il bando richiede agli operatori.
L’offerta comprende Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
Sulle «quote maggiorate» vale la pena essere precisi, perché la parola è fra le più abusate del settore. Una quota maggiorata non è un regalo: è una quota a cui l’operatore ha ridotto il proprio margine su un mercato specifico, spesso con un limite di puntata massimo e spesso su eventi selezionati. Il vantaggio è reale. Il vantaggio è anche limitato nella dimensione e nella durata, e chi punta su una quota maggiorata oltre il tetto vede la puntata non accettata.
Il Bet Builder+ è lo stesso ragionamento applicato alle multiple. Unire i mercati più popolari di un evento in un’unica scommessa è comodo, e la comodità si paga: le selezioni sono correlate, la quota unica la fissa l’operatore, e il margine composto su più selezioni è più alto di quello di una singola. Chi usa il Bet Builder per giocare due selezioni che avrebbe giocato comunque sta pagando un prezzo per averle in un biglietto solo.
Il lato tutela è la parte in cui bet365 sta sopra la media della lista. Fra gli strumenti di gioco responsabile ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Un numero verde dentro la propria area strumenti è un dettaglio che un operatore attento alla tutela mette, e uno che non lo è non mette.
SNAI: Cash Out e My Combo, due funzioni dal costo diverso
SNAI è ADM n. 16032, Snaitech Spa. Snaitech è la società concessionaria, e il marchio SNAI è uno dei più riconoscibili del mercato italiano.
L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
La profondità sui mercati secondari è notevole: tiri in porta, cartellini e rigori sono mercati che richiedono dati e trader, non solo un algoritmo. È l’offerta di chi costruisce il prodotto sul calcio, e per chi vuole uscire dal 1X2 senza cambiare operatore è probabilmente la lista più ricca di questa classifica.
Il Cash Out è la funzione da guardare con più attenzione. Chiudere prima significa accettare una quota che l’operatore propone in quel momento, calcolata sulla partita in corso e comprensiva del proprio margine. Non è un servizio neutro: è una quotazione nuova, ogni volta, su un mercato che non ha un metro di confronto pubblico come ce l’ha il 1X2. È utile quando la partita prende una piega che non si era prevista, ed è il modo più silenzioso di lasciare soldi sul tavolo quando la si usa per abitudine.
La My Combo aggiunge un terzo modo di combinare: più pronostici sulla stessa partita in un biglietto, e più My Combo su match o sport diversi, calcio, tennis e basket, nello stesso biglietto con una quota unica. La combinazione fra sport diversi è la parte interessante, e ha lo stesso limite di tutte le combo: la quota unica la fissa l’operatore, e la correlazione fra selezioni non gioca a favore di chi punta.
Planetwin365: il palinsesto quotidiano e la copertura larga
Planetwin365 è ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Con la concessione 16007 è il codice più basso di questa lista, e il concessionario nel nome della società si legge subito.
L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
È la voce più interessante della tabella per un motivo che non ha nulla a che fare con il calcio di vertice. Tennis tavolo e pallavolo non sono sport da grande pubblico, e trovarli in un palinsesto quotidiano con streaming significa una cosa precisa: l’operatore riempie le giornate, non solo le serate di Serie A. Per chi gioca live su eventi minori, o per chi cerca mercati che gli altri operatori coprono a metà, questa è una differenza concreta.
Il rovescio è che la voce non dice nulla sulla profondità dei mercati sul calcio, e qui l’offerta resta descritta in modo generico. Chi punta su cartellini, tiri in porta o marcatori deve verificare il palinsesto del giorno direttamente sulla piattaforma, perché è lì che si vede se il mercato che interessa è coperto con continuità o compare solo sulle partite importanti.
William Hill: il bonus cash al 100 % e la sua tagliola
William Hill è ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. Il codice 16044 è il più alto della lista, e come per bet365 la società ha sede a Malta con concessione italiana.
Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Leggi la sequenza delle condizioni e vedrai una scala, non un regalo. Deposito minimo 20 €, con carta o PayPal. Entro 7 giorni, quindi la finestra per attivare l’offerta è breve. Le tranche da 10 € non arrivano al momento del deposito ma man mano che si gioca. E ogni tranche si sblocca giocando multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, con denaro reale.
Un fattore di 5 selezioni con quota minima 5.00 è la condizione più impegnativa che si trova in questa lista. Una multipla da 5 selezioni con quella quota aggregata richiede selezioni molto sfavorite o una combinazione lunga, e la probabilità di azzeccarla è bassa per costruzione. Per sbloccare i 50 € pieni del bonus servono cinque tranche, cioè cinque multiple di quel tipo. Il bonus cash da 100 % suona pieno; il percorso per incassarlo è la cosa più stretta della tabella.
Chi guarda questa offerta deve partire da lì, non dal 100 %. Il tetto di 50 € è reale, ma il costo di opportunità in schedine giocate con denaro reale su multiple da 5 selezioni è la voce vera della promozione, e non compare nel titolo.
Fondamenti: che cosa è il 1X2, e come si legge una quota
Il mercato principale del calcio, quello che tutti prima o poi giocano, e anche quello che meno si studia perché sembra ovvio. Non lo è, e la prova è che quasi nessuno sa calcolare quanto ha pagato per giocarlo.

Un mercato, tre esiti, novanta minuti
Il 1X2 è il mercato sull’esito finale della partita, e i tre segni corrispondono a casa, pareggio e trasferta nell’ordine in cui si leggono sulle lavagne degli operatori. La copertura è totale: una partita può finire con una vittoria, un pareggio o una sconfitta, e queste tre possibilità esauriscono lo spazio dei risultati possibili.
La cosa che quasi nessuno tiene presente è dove finisce il mercato. Il 1X2 si riferisce al risultato dei 90 minuti di gioco regolamentare più il recupero, e non a ciò che accade dopo. Se una partita a eliminazione diretta è in parità dopo 90 minuti si giocano due tempi supplementari da 15 minuti e nella maggior parte delle competizioni a eliminazione diretta si passa poi ai calci di rigore, i cui gol non contano nel risultato finale. Chi ha scommesso la X su una sfida di coppa vede il proprio segno vincente chiudersi al 90°, anche se poi la squadra esce ai rigori: sono due mercati diversi che si liquidano in momenti diversi.
La durata regolamentare, dal canto suo, non è cambiata da oltre un secolo. Una partita di calcio dura 90 minuti di gioco regolamentare, divisi in due tempi da 45 minuti, e l’arbitro aggiunge il recupero per sostituzioni, infortuni e altre interruzioni. Le Regole del Gioco del 1897 fissarono la durata in 90 minuti, salvo diverso accordo, e le Regole sono composte da diciassette regole singole amministrate dall’International Football Association Board. Il regolamento è la parte stabile del gioco; l’esito è la parte che nessuno prevede, e il mercato vive esattamente su quella differenza.
La quota, la vincita, e la quota fissa
In Italia la scommessa sportiva è a quota fissa, e la formula è nota: la vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Dieci euro su una quota 1,85 rendono 18,50 € se la selezione passa, con un profitto netto di 8,50 €. Il numero non cambia dopo: la quota è fissata quando la scommessa è accettata, e il movimento del mercato successivo non tocca una giocata già registrata.
Quella stabilità è il vantaggio della quota fissa rispetto al totalizzatore, che invece distribuisce una massa comune e quindi non permette di sapere in anticipo quanto si incasserà. Il totalizzatore esiste anche nell’ordinamento italiano, ma per chi cerca il 1X2 è la quota fissa il formato di riferimento, ed è quello che ogni operatore mostra in cifre sulla lavagna.
Le quote si scrivono in forma decimale con la virgola, come le scrivono ADM e i concessionari: 1,85 e non 1.85. Non è una questione tipografica. Un giocatore che legge le quote in formato frazionario su un sito estero e le confronta con quelle italiane sta confrontando due sistemi di scrittura, e il margine implicito di una lavagna inglese non si vede con la formula del payout decimale.
L’esempio che vale per ogni mercato del palinsesto
Torna un momento sul mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. Non è un prezzo di nessun operatore, è il metro per misurare tutti gli altri.
Su quel mercato il payout è il 95 % e il margine è il 5 %, come si è visto nella sezione sui tipi di giocata. Su un mercato a tre esiti la stessa struttura lascia all’operatore più spazio: con tutte le quote a 3,00 il payout resta di poco sopra il 90 % e il margine di poco sotto il 10 %. Da qui deriva la cosa da ricordare: il margine di un mercato non è il margine di un altro, e una quota di per sé non dice nulla finché non si guarda accanto a quali altre quote sta.
È il motivo per cui il confronto fra operatori ha senso solo se fatto sullo stesso evento, sullo stesso mercato e nello stesso momento. Due brand con margini diversi sulla stessa partita sono un’informazione; il margine medio del mercato italiano è una chiacchiera.
Normativa: concessione, palinsesto e sanzioni
Il capitolo legale decide chi può prendere la tua scommessa in Italia, su che cosa, e che cosa rischia chi gioca altrove. Non è una premessa formale, è la parte che determina se il conto che apri ha una tutela o non ne ha nessuna.

ADM, le concessioni e il bando del 2025
Il regolatore è ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sul mercato si incontra ancora scritto ADM (ex AAMS), perché il marchio vecchio sopravvive nelle abitudini. L’impianto è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Qui va corretta una parola che si legge ovunque. In Italia non esistono licenze aperte: le concessioni sono assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione, e fra questi ci sono le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3, ed è una garanzia per l’operatore più che per il giocatore.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
Ed è qui che sta l’errore più diffuso. La concessione è per sito, non per azienda. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E l’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione.
Il che significa una cosa sola, e va scritta senza addolcirla: il tuo nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Quella è una cosa che si verifica sul sito e sull’app dell’operatore, non su un elenco di codici. Un posto in una classifica non è una concessione, e una concessione non è una prova di offerta sportiva. Sono tre cose diverse, e il mercato le confonde di continuo.
Un dato utile per orientarsi: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Nessuna di queste è nominata qui per essere liquidata in una riga, ma un lettore che le incontra in una pubblicità sa cosa cerca nell’elenco.
Il palinsesto ADM: si gioca solo su ciò che è approvato
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi, sportivi compresi quelli ippici e non sportivi, e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato.
Non è una formalità burocratica: è il motivo per cui il palinsesto italiano non coincide con quello di un sito internazionale. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto resta una materia in movimento, e chi cerca un evento nuovo lo trova sul palinsesto del giorno, non in una pagina di riepilogo.
Il gioco virtuale ha una definizione propria nell’art. 2, lett. v): sono scommesse su eventi simulati, cioè eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, e sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori sono esattamente questo.
L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale, cioè le scommesse di tipo totalizzatore come vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. c) con la definizione dell’art. 2, lett. h), e richiedono una concessione propria. Che un brand prenda online l’ippica nazionale non è dato sapere da qui: è un’altra cosa da verificare sul palinsesto.
Il live è offerto da tutti i grandi operatori. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono pubbliche in una forma consultabile, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili.
Exchange, minori ed esports: le zone grigie
Il betting exchange, cioè il punta e banca, è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e), con la definizione dell’art. 2, lett. u), prevede che il giocatore possa fare la parte del giocatore o del banco e che il concessionario si limiti a metterli in contatto anonimo. Sull’exchange italiano la documentazione di Betfair indica regole specifiche per i conti, come la puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali brand lo offrano oggi e quali siano le commissioni è materia che si verifica sul singolo conto.
Sui minori esiste una delibera di un direttore di ADM che richiama il DM 111/2006, e il suo contenuto non è noto. Sul punto, però, il quadro generale non lascia dubbi: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Gli esports sono l’ultima casella aperta: che il palinsesto li includa è cosa che si vede solo nel programma approvato del momento. E va detto anche questo, perché è la domanda che molti si fanno e nessuno risponde: non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione.
Identità, conto di gioco e i 30 giorni che bloccano i prelievi
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un provider SPID. Per aprire il conto, per esempio, il sito di BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
C’è una regola dei tempi che conviene conoscere prima di aprire il conto, perché è quella che fa più danni: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano tanti finché non si considera cosa si sta facendo in quei giorni: si deposita, si gioca, e il primo prelievo arriva nel momento in cui il documento è ancora in verifica. Chi vuole evitare l’attesa usa SPID o CIE e chiude la questione in partenza.
Le ricariche: dove si può mettere denaro e dove non si può togliere
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 regola i punti vendita ricariche, e ADM tiene un registro di questi punti: tabaccai, ricevitorie e attività simili. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né consentire prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi gestisce il punto.
Quella struttura dice una cosa chiara: la ricarica è un imbuto a senso unico. Il denaro entra, non esce. È il motivo per cui chi ricarica in contanti al tabaccaio deve comunque avere un conto bancario o una carta collegata per incassare una vincita, e per cui conviene impostare il metodo di prelievo prima di averne bisogno.
Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono varie: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti dal tabaccaio con SisalPay e Mooney. L’elenco vero è quello dei termini di ciascun operatore. Sulle criptovalute il quadro è aperto, e non si conosce una norma che nomini le rotaie approvate.
L’art. 22, comma 1 prevede poi un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore non risulta confermata.
La tassa: chi la paga, e che cosa non ti costa
La domanda che più spesso gira sui forum è se le vincite delle scommesse sportive si tassano in Italia. La risposta breve è che il prelievo non arriva al giocatore presso un concessionario ADM.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati, cioè i virtuali, pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è cosa non nota.
Il punto è chi paga quell’imposta: la paga il concessionario, sulla differenza fra quanto raccoglie e quanto restituisce. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è applicato alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi vuole certezza sul proprio caso consulta un commercialista.
La situazione è diversa per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, e qui la questione cambia natura. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione, in sintesi, è che quelle somme andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Pubblicità e bonus: che cosa dice la legge e che cosa non dice
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM vigila sull’applicazione, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, all’art. 3, lett. l), e consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3.
Un chiarimento che serve, perché è la fonte di un equivoco ricorrente: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il «bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori, e non si conosce né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Gli importi, i requisiti di rigioco e le quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, ed è per questo che vanno letti uno per uno invece che dati per simili.
Sul fronte delle sanzioni, i dati 2025-2026 raccontano una storia in movimento. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta noto, mentre il divieto è in vigore alla data della verifica.
Siti oscurati, Legge 401 e che cosa rischia chi gioca fuori
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I prestatori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore sull’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e descrive esattamente la natura del fenomeno: un blocco che funziona a intermittenza e un’offerta che si sposta.
C’è poi il lato che riguarda direttamente il giocatore, e ADM lo scrive senza sfumature. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come ADM stesso la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando siano accettate all’estero.
Vale la pena mettere le due cose una accanto all’altra, senza addolcire nessuna delle due. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un brand .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo: è esposto all’oscuramento e, come dice ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nelle ricerche con licenze straniere che in Italia non valgono nulla, e la zona è descritta per quello che è: non protetta.
Domande frequenti su 1X2 e scommesse sportive
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, cercando il sito .it e il suo codice. La concessione è per sito, non per azienda, e la società concessionaria spesso non porta il nome del marchio. La presenza sull’elenco non dimostra però un’offerta di scommesse sportive: si verifica sul sito dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Dieci euro su una quota 1,85 rendono 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e la quota resta quella registrata quando la scommessa è stata accettata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si somma il reciproco di ogni quota dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: il risultato è il payout, e il margine è quanto manca al cento per cento. Su un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati il payout è il 95 % e il margine il 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la pagina mostra già un limite settimanale. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Non esiste una soglia unica uguale per tutti: il limite nasce dai protocolli approvati da ADM e dalla scelta del giocatore.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è applicata alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore: per certezza sul proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto. Sono esposti all’oscuramento DNS disposto da ADM, con i mirror che ricompaiono in poche ore. E, come enuncia ADM citando la Legge 401, il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
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