Non AAMS scommesse in Italia: il conto che nessuno mette in vetrina

Updated Ottobre 2026
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Il portafoglio di un giocatore italiano che sceglie un sito non AAMS è sempre pieno di due cose che non può vedere: il registro degli autoesclusi non lo riguarda, e il denaro che deposita non ha dietro nessuna autorità italiana a risponderne.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Ultimo controllo dei dati: 31 Ottobre 2026, con licenze e concessioni riscontrate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Quanto costa non avere una concessione: limiti, tutele e soldi che non si vedono

La parola «non AAMS» gira da sedici anni e continua a girare anche adesso, che l’acronimo in testa a tutto è ADM. Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, già Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. La sostanza non è cambiata con la sigla: sotto la parola non AAMS non c’è un tipo di bookmaker, c’è un bookmaker senza concessione italiana. Uno qualunque, purché estero, purché disposto ad accettare un conto aperto da un indirizzo italiano.

Chi cerca «siti stranieri» o «siti esteri» cerca, quasi sempre, una cosa molto più prosaica: una quota migliore. Ed è qui che il conto comincia a non tornare, perché la quota migliore che un sito senza concessione può permettersi è pagata con tutto ciò che in Italia non gli si può chiedere.

Che cosa porta con sé una concessione, in termini di soldi

Una concessione non è una licenza in senso lato. È un titolo che ADM assegna per gara pubblica, sito per sito, e che vale al massimo nove anni senza rinnovo: chi vince la gara può gestire una o più delle attività elencate dalla norma — scommesse a quota fissa su eventi sportivi e su corse di cavalli, totalizzatore sportivo e ippico, giochi di abilità e di carte, scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, bingo — per il periodo stabilito, senza proroga automatica. Il dettaglio che interessa al lettore non è la procedura, è la coda che si porta dietro: le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata. Tradotto: il prezzo che il concessionario paga allo Stato non cambia a metà strada, e nemmeno cambia la sua posizione verso di te.

Il secondo pezzo è il conto di gioco. Su una piattaforma con concessione l’identificazione è piena, e non è un formalismo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Sembra una seccatura da sportello, ed è invece la ragione per cui un prelievo su un sito autorizzato arriva a un’intestazione verificata e non a un indirizzo email.

Il terzo pezzo è il limite di deposito scelto in registrazione. Non è un tetto imposto dall’alto: è una cifra che il giocatore decide quando apre il conto e che ADM chiede al concessionario di far scegliere su base settimanale o mensile. È lo strumento più utile e più antipatico del pacchetto, perché funziona anche contro la volontà di chi l’ha impostato: una riduzione ha effetto immediato, un aumento no. Chi vuole alzarlo aspetta sette giorni. Sette giorni in cui un impulso di martedì sera ha il tempo di sgonfiarsi.

Il quarto pezzo, il più sottovalutato, è l’autoesclusione. Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche sulle sale fisiche, e non dipende dal concessionario presso cui l’hai chiesta. Un solo blocco, applicato a tutti. Su un sito senza concessione quel blocco non arriva, per una ragione banale e definitiva: quel sito non è collegato al registro.

Il deposito dei 100 € e dove finiscono

Prendiamo il caso più comune, quello di chi non ha intenzione di fare nulla di strano. Un giocatore decide un limite settimanale di 100 €, cifra che versa una volta e punta una volta sola su un mercato a due esiti offerto a quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun operatore: è l’esempio che serve a far vedere il meccanismo.

Il margine che il bookmaker trattiene si legge dalla somma degli inversi delle due quote: 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90 fa 1,0526, quindi la quota di payout del mercato è circa il 95 % e il margine circa il 5 %. Applicato ai 100 € di turnover, il costo atteso è di circa 5 €. In una fascia realistica, il costo medio di far girare quei 100 € su un mercato del genere sta fra i 4 e i 6 €.

Il senso della stima è questo, e solo questo: è una media su molte giocate di pari importo, non il risultato che aspetta te. Un mercato più sottile — una multipla costruita a mano, un’esotica su marcatori e cartellini — porta con sé un margine più alto, e quindi un costo atteso più alto a parità di puntata. La differenza fra 5 € e 12 € su cento giocati non si vede in una sera. Si vede in un anno.

Dove il conto cambia segno

Un margine del 5 % è il prezzo che il giocatore paga per avere un’ADM dietro l’angolo: il registro degli autoesclusi, i limiti al momento dell’iscrizione, una sede legale italiana per una contestazione. Su un sito senza concessione quel prezzo può sembrare più basso, e in alcuni casi lo è davvero, perché nessuno gli impone lo 0,2 % del reddito netto da spendere in campagne informative — il tetto è di 1.000.000 € l’anno per concessionario — né gli impone un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. E nessuno gli impone niente quando la partita finisce male.

Valutazione e criteri della classifica: dieci concessionari messi sulla stessa riga

La domanda che apre una classifica di scommesse non AAMS è quasi sempre la stessa: chi paga di più. È la domanda sbagliata, e per un motivo che non ha niente a che fare con la morale: fuori dal sistema concessorio non esiste un registro pubblico su cui verificare qualcosa. Dentro, sì.

Il criterio che li distingue tutti quanti

Nel confronto qui sotto contano due cose e non una. La prima è il numero di concessione e la società che lo porta. La seconda è ciò che i termini dell’operatore dicono sul punto che interessa questa pagina: limiti, identificazione, autoesclusione.

Il numero di concessione non è un timbro sul marchio. È intestato a una società che quasi mai si chiama come il sito che gestisce, e le dieci schede lo mostrano bene: dietro StarCasinò e Betsson c’è Azzurri Limited, dietro Eurobet c’è Eurobet Italia, dietro Goldbet c’è Goldbet Better Organization Italy. Chi apre una contestazione non la apre contro un marchio, la apre contro una ragione sociale. Vale la pena sapere quale sia prima, non dopo.

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono i termini dell’operatore sul punto
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione fra gli strumenti di gioco responsabile; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata, con revoca possibile dopo 9 mesi; in registrazione limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica

Le celle vuote non sono una dimentica. Sono la forma onesta di questa tabella: sui dieci marchi, i termini che dicono qualcosa di specifico su limiti e autoesclusione sono quelli di due, e chi scrive una riga di riempimento per gli altri otto sta inventando.

La seconda colonna va letta con un avvertimento che vale più della colonna stessa. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it, e non ha una colonna per i giochi. Una riga sull’elenco non dimostra da sola che quel concessionario offra scommesse sportive: la concessione può coprire in qualunque combinazione scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Che il bookmaker sportivo ci sia lo dice il sito dell’operatore e la sua app, non l’elenco. E una presenza in una classifica non è una concessione, per nessuno.

Quello che una classifica non può fare

Una lista di dieci nomi ha un limite strutturale che conviene dire subito: non è il mercato. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Cinquantadue righe contro dieci schede: le altre quarantadue non sono peggiori, sono fuori dal confronto. Un marchio assente da questa pagina non è per questo senza concessione.

C’è poi la questione delle quote, che è il motivo per cui una classifica esiste. Le quote migliori non sono un attributo stabile di un operatore: cambiano con il mercato, con l’evento e con l’ora. Chi promette «le quote più alte» promette una cosa che nessuno può mantenere per contratto. Quello che resta stabile è il margine che l’operatore applica a un mercato, e il margine non compare mai in vetrina.

Meccanismo e fondamenti: che cosa fa un bookmaker, e dove sta il suo guadagno

Prima di qualsiasi discorso su concessioni e blocchi, conviene mettere in chiaro un pezzo di aritmetica che vale su qualunque sito, autorizzato o no. Il bookmaker non vende quote. Vende un mercato con un margine dentro.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Su un evento a due esiti, le due quote offerte sommano a qualcosa di più di due, e quel di più è la sua parte. L’inverso di ogni quota è la probabilità che l’operatore attribuisce all’esito; la somma degli inversi supera 1, e la differenza è il margine. Su un mercato quotato 1,90 e 1,90 il payout è di circa il 95 % e il margine di circa il 5 %. Non è un furto: è il prezzo del servizio, ed è il numero che va confrontato quando si confrontano due operatori, molto più della quota singola che attira l’occhio.

Il secondo fondamento è la distinzione fra singola, multipla e sistema, che non è una gradazione di difficoltà ma di margine composto. In una multipla le quote si moltiplicano fra loro: il prezzo finale cresce, e con esso cresce il margine incorporato, perché il margine di ogni gamba si compone con quello delle altre. È il motivo per cui una multipla a dieci gambe sembra pagare un’enormità e, in media, paga meno di quanto sembri.

Il terzo è il palinsesto. Non si può scommettere su un evento che non sia dentro il programma approvato da ADM: la definizione di palinsesto comprende eventi sportivi, ippica e non sportivi, oltre ai tipi di giocata, e ADM autorizza evento per evento. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro un palinsesto è materia che si legge sul sito dell’operatore.

Poi ci sono i prodotti che stanno dentro il palinsesto senza sembrare scommesse. Gli eventi simulati — corse e partite generate al computer, mostrate in animazione o come replica di un evento reale — rientrano nella concessione per le scommesse sportive e compaiono nelle sezioni «Virtuali» dei siti. L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale, che sono un’altra concessione. L’exchange è un gioco a sé: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è qui stabilito.

Il live e il cash out, visti dal lato del costo

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e sono il posto in cui il giocatore paga di più senza accorgersene. Il mercato live si muove mentre la partita si muove, e il margine applicato a un mercato in movimento è tipicamente più largo di quello di un mercato pre-match. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono qui stabilite, e nessun elenco di mercati live esiste in questa pagina.

Il cash out merita una riga a parte, perché è venduto come una comodità e si comporta come un prezzo. Chi chiude una giocata prima della fine dell’evento non incassa il valore della schedina: incassa l’offerta dell’operatore, che è costruita sul valore corrente della giocata meno un margine di chiusura. SNAI e Sisal mettono la funzione a disposizione, la prima per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, la seconda con la stessa logica. È uno strumento utile a chi non regge la tensione degli ultimi dieci minuti, ed è un costo per chi lo usa come strategia.

Tra i formati che le app mettono in vetrina, Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia, oltre ai mercati Goal, No Goal e Multigoal e alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Betsson copre 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo; Eurobet allarga il palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e perfino a eventi di spettacolo e di politica. Ognuno di questi formati ha un margine diverso, e nessuno lo dichiara.

Normativa e giurisdizione: la regola che prende anche chi punta

Qui la faccenda smette di essere una questione di prodotto e diventa una questione di posizione giuridica. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, è una norma che, come ADM stessa ha scritto in un comunicato del 28 febbraio 2024, raggiunge anche il giocatore: il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non è noto alcun caso concreto instaurato contro un giocatore. Le due cose stanno insieme senza contraddirsi: la regola c’è, la sua applicazione al singolo è materia che nessuno può prevedere.

La stessa norma punisce chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, con arresto fino a tre mesi e ammenda, e ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può portare i media, oltre alle conseguenze penali, a provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

La concessione non si compra, si vince

La cornice è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni si assegnano per gara pubblica — non esiste una licenza aperta che un operatore straniero possa richiedere e ottenere quando vuole. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; bingo. Il comma 3 fissa in nove anni il massimo, senza rinnovo, e chiede fra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando. Il comma 5 dell’articolo 6 richiama quei limiti, il cui importo non è qui stabilito; l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3 tengono ferme per tutta la durata le condizioni di concessione e il regime fiscale.

Questa è la ragione per cui la parola «non AAMS» non descrive un’alternativa regolata in modo diverso. Descrive l’assenza di un titolo che in Italia si ottiene solo vincendo una gara.

Il blocco, e quanto costa agli altri

ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione dei domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Chi non lo fa paga: le sanzioni per fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione vanno da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come previsto dall’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41.

Il blocco funziona a livello di DNS, e non tutti i fornitori stanno al passo. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con l’ordinanza del 24 settembre 2025 come riportata; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. Il risultato ha un nome preciso nel gergo del settore: oscurati.

Dal punto di vista di chi gioca la meccanica è semplice. Il dominio viene reindirizzato su una pagina di avvertenza che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco è aggiornato al 13 ottobre 2026.

L’elenco legale e l’elenco degli inibiti sono pubblici, tenuti da ADM con la Guardia di Finanza e Sogei. È da lì che si comincia una verifica, non da una classifica.

Il mercato dei bonus, che resta legale mentre la sua pubblicità non lo è

Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma più ampia: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto ai requisiti di rigioco è noto, quindi importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. È una distinzione che vale la pena tenere a mente quando un sito promette un bonus di benvenuto senza dire a quali condizioni si sblocca: la legge non lo obbliga a dirtelo in vetrina, e i termini lo dicono in fondo.

Il quadro è in movimento. La stampa di settore riferisce che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità della notifica. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e il divieto è in vigore alla data della verifica.

Quanto si paga, e chi paga

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è regolata dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è qui confermato. L’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è qui stabilito.

Per il giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — tassazione alla fonte, si legge nella stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione da chiarire consulta un commercialista.

Il discorso cambia del tutto fuori dal sistema concessorio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è qui stabilita. La posizione è che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

È lo stesso denaro che su un sito con concessione arriva tassato alla fonte e su un sito senza concessione arriva lordo con un obbligo dichiarativo in testa a chi lo riceve. Nessuno dei due è gratis.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dentro il sistema

Una concessione vale, per chi gioca, esattamente la somma degli strumenti che porta con sé. Fuori da quel perimetro non c’è un’alternativa più leggera: non c’è niente.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Quello che i concessionari sono obbligati a mettere a disposizione

L’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 elenca ciò che il concessionario deve garantire. Limiti di autoimposti su tempo, spesa e perdita. Limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM. Messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa. Strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto. Un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il comma 2 aggiunge un obbligo di informazione che vale la pena conoscere per quello che costa agli operatori: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio reddito netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Nessuno di questi obblighi segue il giocatore su un sito estero. Non perché quel sito li violi: perché non gli sono mai stati imposti.

Il limite di deposito è la parte che morde

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La meccanica che conta è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Chi vuole giocare meno ottiene subito quello che chiede; chi vuole giocare più aspetta una settimana.

AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e applica la stessa asimmetria. bet365 mette fra i suoi strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Non ci sono tetti statutari in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. È una scelta di impianto che ha un effetto concreto: nessuno ti protegge da una cifra che non hai chiesto di non poter superare.

L’autoesclusione, e la sua durata

L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a ogni piattaforma di gioco online autorizzata nel Paese, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Per le condizioni dei singoli operatori si guarda ai loro termini: AdmiralBet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una forma parziale di esclusione, per categoria di prodotto, è prevista dalla norma, e un sito di settore riferisce che le forme parziali partono dal 1° febbraio 2026.

La differenza fra un blocco che vale su tutto il sistema e un blocco che vale su un solo conto è la differenza fra una porta chiusa e una porta chiusa con la chiave lasciata nella toppa. Chi si autoesclude da un sito senza concessione si è escluso da quel sito, e da nessun altro.

Chi resta fuori dalla tutela

Il punto centrale di tutta questa sezione è banale e ha conseguenze economiche misurabili. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore che si è autoescluso lì non è protetto lì, e non è protetto nemmeno dalle decine di mirror che ricompaiono nel giro di poche ore dopo un blocco.

Un’identificazione completa e un conto validato entro 30 giorni, con prelievi bloccati in caso contrario, sembrano una trafila. Sono anche l’unica cosa che sta fra il denaro depositato e un’intestazione che nessuno ha verificato. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. AdmiralBet apre il conto con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

L’età è fissata a 18 anni dalla legge italiana, e l’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024 mette la tutela dei minori di età fra i princìpi del settore; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Fuori dal sistema, nessuna di queste condizioni arriva al sito.

Le dieci piattaforme con concessione ADM, una per una

Qui sotto, dieci concessionari con il numero di concessione, la società che lo porta e ciò che la loro offerta sportiva mostra. Nessuno di questi marchi è «non AAMS»: sono esattamente il contrario, e sono il termine di paragone rispetto al quale si misura la distanza dal sistema.

StarCasinò: il casinò che presta il banco allo sport

StarCasinò è un marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sul sito .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La struttura del prodotto si legge già dall’ordine delle parole. Le slot vengono prima, lo sport dopo, e il tono è quello di un casinò che ha aggiunto un banco scommesse per completezza. Per un giocatore che apre il conto per il calcio domenicale questo non è un difetto, ma è un’informazione: su una piattaforma costruita attorno al gioco automatico, il bookmaker non è il centro dell’esperienza e non è lì che il gestore investe.

Sisal: la quota di mercato che si vede nella profondità del live

Sisal è marchio di Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020. La sua app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, e indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Fra le scommesse proposte compaiono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Quindicimila eventi live non sono un numero che si costruisce con l’entusiasmo: è profondità di palinsesto, e la profondità del live è la voce di costo più alta che un bookmaker affronta. Il rovescio è il cash out, che su una piattaforma con questa copertura diventa una tentazione costante: chiuderla prima. Ogni chiusura anticipata è un prezzo pagato all’operatore.

Betsson: il catalogo costruito per chi sa cosa sta cercando

Betsson è marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

L’elenco dei mercati è la sua proposta: non un prodotto di richiamo per il pubblico occasionale, ma un catalogo con le voci che usa chi scommette da tempo — i marcatori, le combo, il NoGoal. Chi cerca un singolo mercato mainstream su una partita di cartello troverà la stessa cosa che altrove, con lo stesso margine. Chi cerca qualcosa di più sottile trova più scaffali, e su quelli il margine sale.

SNAI: il catalogo più specialistico del gruppo

SNAI è marchio di Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Risultato esatto, tiri in porta, cartellini: sono mercati in cui il margine è più largo di quello di un 1X2, e sono anche i mercati che richiedono più conoscenza per essere giocati con criterio. Il risultato è una piattaforma che dà il meglio a chi ha già una tesi sulla partita. Per chi punta a caso, il catalogo specialistico è solo un modo più costoso di sbagliare.

Eurobet: il palinsesto che sfonda il muro dello sport

Eurobet è marchio di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, e la stessa società gestisce più siti sull’elenco dei concessionari, perché la concessione è per sito e non per azienda. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Gli scacchi e le elezioni, nello stesso elenco della MotoGP. È un palinsesto costruito per chi vuole avere qualcosa da giocare anche a luglio, quando il calcio tace e la Formula 1 ha la pausa estiva. Il prezzo di questa ampiezza si paga nei mercati di nicchia, dove la liquidità è sottile e il margine non ha motivo di essere generoso.

bet365: la copertura internazionale e la pausa come strumento

bet365 è marchio di Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Fra i suoi strumenti di gioco responsabile compaiono i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La partnership con la Champions League è il tipo di cosa che ADM vieta di pubblicizzare in Italia, e la sua presenza nella descrizione di un’app dice quanto quella regola sia difficile da far rispettare fuori dai confini. Sul piano pratico, i periodi di pausa sono lo strumento più utile e meno usato del pacchetto: non richiedono una decisione definitiva, solo una pausa. Chi li usa raramente se ne pente.

Goldbet: il bonus in vetrina e la registrazione che ne apre un altro

Goldbet è marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione ADM n. 16009. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La registrazione può avvenire anche con CIE, attraverso un fornitore SPID.

Il bonus di benvenuto è legato all’installazione dell’app e alla registrazione, ed è il tipo di offerta che si legge meglio nei termini che nella vetrina: importo, requisiti di puntata, quota minima e scadenza stanno lì, e l’unica cosa che la pubblicità non può dirti è quanto ti costerà sbloccarlo. Chi sceglie Goldbet per il bonus sta scegliendo in base al numero meno informativo del pacchetto.

Planetwin365: il calcio europeo come prodotto principale

Planetwin365 è marchio di Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La presenza della Serie C e della Coppa Italia accanto alla Premier League dice a chi è rivolto il palinsesto: chi segue il calcio italiano minuto per minuto, comprese le categorie che nessun operatore internazionale copre. È una scelta di posizionamento precisa, e su un campionato minore il margine applicato tende a essere più largo che su una partita di cartello, perché la liquidità è quella che è.

AdmiralBet: i termini che dicono di più, e li dicono per iscritto

AdmiralBet è marchio di Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, sul sito .it. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Sul fronte dell’autoesclusione, i suoi termini prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Tre limiti da fissare in una schermata di registrazione non sono una formalità: sono la ragione per cui questo marchio, che nella graduatoria delle quote non emerge, emerge in quella dei conti che il giocatore si trova già fatti. Fra i dieci, è quello la cui documentazione dice di più su ciò che accade quando il gioco smette di essere un passatempo.

BetFlag: l’identificazione come parte dell’offerta

BetFlag è marchio di Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Mettere SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale non è un dettaglio tecnico: è la scelta di rendere il percorso di verifica breve invece che tollerabile. Chi apre un conto con SPID salta il caricamento dei documenti, e con esso i tre giorni di attesa in cui il conto non è operativo e i prelievi restano chiusi. Su una piattaforma con un’offerta sportiva meno profonda di quella dei grandi nomi, questa è la parte del prodotto costruita meglio.

Domande frequenti su siti non AAMS, concessioni e vincite

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il rischio più concreto non è il blocco del dominio, che è un fastidio reversibile, ma l’assenza di rete di protezione: nessun collegamento al registro degli autoesclusi, nessuna autorità italiana che risponda del denaro, e la posizione che ADM stessa attribuisce al partecipante a scommesse di operatori non concessionari, sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che alla data della verifica conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi che l’offerta sportiva ci sia lo confermano il sito e l’app dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le autoesclusioni e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. La durata è quella che il giocatore sceglie, entro i periodi previsti dai termini dell’operatore.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM vigila con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e i concessionari propongono anche limiti giornalieri di ricarica, spesa e tempo di gioco. La regola che conta è asimmetrica: ridurre il limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni. Il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è qui stabilito.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. Fuori dal sistema concessorio la posizione cambia: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi, senza ritenuta. Non è consulenza fiscale: per il proprio caso si consulta un commercialista.

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