Scommesse esports: la disciplina di spesa vale più del bonus

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft.

Chi cerca «scommesse sugli esports» di solito arriva qui con una domanda semplice e una risposta complicata. La domanda è se si può. La risposta è che dipende da un palinsesto approvato evento per evento, da una concessione che vale per sito e non per azienda, e da una serie di condizioni scritte nei termini che nessuna pubblicità mette in vetrina. Vale la pena dirlo senza girarci intorno: è una disciplina di spesa, non una disciplina di vincita, e chi la legge con l’occhio giusto porta a casa più soldi di chi la legge come un catalogo di offerte.

Prendiamo il numero che in Italia fa più danni quando viene ignorato. Un bookmaker che quota una partita 1,90 contro 1,90 — esempio illustrativo, non un prezzo reale — restituisce ai giocatori il 95,2 % di quanto incassa su quel mercato, e trattiene il 4,8 %. Nessuno vede quel 4,8 % su una schedina. Lo pagano tutti, sempre, un po’ per volta. Il resto di questa pagina è una questione di quel numero: chi lo paga, quanto e con quale ricambio.

Il primo limite, però, non lo decide il bookmaker. Lo decide il giocatore, e lo decide in registrazione, in un campo che quasi tutti compilano distrattamente. Da lì in poi la ricarica settimanale o mensile è un tetto, e alzarlo è lento. Chi salta quel passaggio si ritrova a discutere di bonus mentre il conto se ne va in ricariche che nessuno gli ha chiesto di autorizzare.

Cosa si mette davvero nel conto quando si gioca

Prima di qualunque classifica di siti conviene guardare il conto di gioco per quello che è: un conto con più regole di quanto un’app lasci intuire, e con una parte delle regole che appartiene al giocatore e non all’operatore.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l'Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l'Intel Extreme Masters.

Identità: il passaggio che blocca i prelievi

Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con documento, oppure SPID, come BetFlag, che nella propria pagina di apertura conto affianca a SPID anche CIE. Chi sceglie la via senza identità digitale ha 30 giorni per validare il conto secondo quanto dichiarano le pagine degli operatori: superata quella soglia il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Qui l’angolo di questa pagina morde subito. Trenta giorni sembrano tanti finché non si vince la prima volta su una multipla da tre eventi e si scopre che la somma non si preleva finché la procedura non è chiusa. La soluzione non è lamentarsi: è aprire il conto identikit in mano, oppure passare da SPID, oppure non aprire il conto. Il tempo che un operatore mette tra il giocatore e il proprio saldo è la prima voce di costo invisibile dell’intera filiera, e non costa nulla leggerla prima.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

SPID e CIE restano metodi di identificazione, non un marchio di qualità dell’offerta sportiva. Un operatore con SPID può avere un palinsesto più povero di uno che chiede solo il documento.

I limiti che si scelgono in registrazione

L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 mette in fila gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

La pratica è più interessante della norma. Admiralbet chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel ritardo non è un dispetto burocratico, è il punto. Chi ha appena bruciato il limite settimanale in due sere e vuole alzarlo scopre che la porta si apre fra una settimana, e in quella settimana o cambia idea o smette. ADM fissa il limite in sede di gara, ma la cifra non è pubblica: quello che il giocatore vede è il campo del bookmaker.

C’è un dettaglio che sfugge a molti. Il limite di ricarica è un tetto sui versamenti, non sulle puntate: chi ricarica una volta e ruota lo stesso saldo cento volte non lo tocca mai. Serve a proteggere il conto, non il singolo pomeriggio.

Autoesclusione: finestre che si sceglie e finestre che si stringono

L’autoesclusione è lo strumento più potente e il meno usato, perché arriva quando serve meno. Admiralbet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La lettura pratica: il periodo breve, sette giorni, è la novità che conta. Un limite si alza attendendo una settimana; un’autoesclusione breve scatta invece subito e non si annulla. Chi si accorge in tempo che la settimana sta andando storta ha una leva immediata; chi non se ne accorge arriva a 270 giorni, che è una soluzione definitiva travestita da pausa. Sopra tutte due sta il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Il registro è il vero strumento di tutela italiano, perché non dipende dalla buona volontà di nessuno.

Di bet365 vale la pena segnalare che fra i propri strumenti di gioco responsabile indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde dentro un’app di scommesse è un segnale, non una campagna: significa che il canale è dichiarato nel posto in cui il giocatore lo cerca.

Un ultimo punto, e vale per tutta la pagina: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un brand offshore non è protetto da nulla, e lo scopre nella forma peggiore.

Quanto costa il gioco in più

Il decreto Dignità, all’articolo 9 del decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. ADM lo cita testualmente. AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Una proposta di modifica per riammettere la pubblicità indiretta, presentata in sede di manovra, non risulta approvata: al momento in cui si legge, il divieto è in vigore.

Per il giocatore il divieto ha una conseguenza concreta e poco intuitiva. Non spariscono i bonus, spariscono le informazioni. Il decreto vieta la pubblicità, non l’esistenza di un «bonus di benvenuto», e non esiste alcun tetto normativo né all’importo né ai requisiti di rigioco: quindi ammontare, requisiti di puntata e quota minima vivono soltanto nei termini dell’operatore, in pagine che nessuno sponsorizza. Il silenzio pubblicitario rende la lettura delle condizioni non un optional, ma l’unico canale informativo rimasto. È il regalo avvelenato di una norma pensata per proteggere: chi vuole capire deve andare a leggere, e leggere costa tempo.

Esports: titoli, tornei e un calendario che il mercato italiano insegue

Gli esports sono una forma di competizione basata sui videogiochi, di norma organizzata tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Tra i titoli più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Il catalogo è largo, le regole di gioco cambiano con le patch, e questo è già un problema per chi scommette: una squadra forte a marzo non lo è necessariamente a giugno.

I tornei che muovono il volume

Tra i principali tornei ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro formati diversi, e ognuno produce mercati diversi: una finale mondiale di League of Legends regge un mercato ricco, un EVO regge soprattutto i mercati sui singoli incontri.

Il numero che spiega perché il settore viene pubblicizzato come «il nuovo calcio» è il montepremi. The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. È una cifra che impressiona e che inganna: il montepremi non dice nulla sulla liquidità dei mercati di scommessa, che dipende da quanti soldi i giocatori mettono su un singolo mercato di una singola mappa. Un torneo da 75 milioni di dollari può avere mercati sottili sulle partite dei turni preliminari, e la quota si muove di più su cinquecento euro che su una finale.

L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024. Un evento di sette settimane e 24 giochi è, per chi scommette, un calendario continuo: significa che il mercato non ha la pausa stagionale del calcio, e che la stanchezza da sessione è un rischio concreto quanto quello di sbagliare un pronostico. Su un evento così lungo il limite di ricarica settimanale smette di essere una formalità e diventa il confine tra seguire il torneo e inseguirlo.

Perché il palinsesto italiano va letto evento per evento

Qui arriva la parte che distingue questa pagina da un elenco di siti. L’articolo 2, lettera s), del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi presenti nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di scommessa il palinsesto contenga non è noto.

Il punto è che la concessione autorizza categorie, il palinsesto autorizza eventi. Un operatore con concessione ADM ha il diritto di raccogliere scommesse sportive a quota fissa, e questo non implica che una qualunque partita di un qualunque titolo elettronico sia scommettibile su quella piattaforma. Non implica nemmeno che non lo sia: la verifica sta nell’offerta dell’operatore — sito e app — non nell’elenco. Chi vuole sapere se una partita di Counter-Strike è disponibile deve aprire la sezione del bookmaker e cercarla, prima di versare.

Fuori dagli esports la stessa logica si applica a tutto il resto. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, la scommessa a montepremi: quali brand online offrano totalizzatori sportivi non è dato sapere. I virtuali sono un’altra cosa ancora: l’articolo 2, lettera v), definisce le scommesse su eventi simulati — sport, corse di cavalli e altri eventi simulati al computer, mostrati con animazione o come evento reale preregistrato — e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, con la sezione «Virtuali» ben visibile sui siti degli operatori. Anche l’ippica è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), e i giochi di ippica nazionale dell’articolo 6, comma 1, lettera c), vincente, accoppiata, tris e simili, che richiedono una concessione propria.

Per gli esports la conclusione è onesta e scomoda: se il palinsesto di ADM comprenda gli esports non è noto, e l’unica prova di cosa un concessionario offra è la sua offerta dichiarata. Chi promette una risposta certa su questa domanda sta vendendo fumo.

Le quote di una partita e la scommessa dal vivo

Le scommesse dal vivo sono offerte da ogni grande operatore, e questo è il secondo posto in cui le regole italiane si fanno sentire: le disposizioni di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note e non esiste qui un elenco dei mercati live disponibili. Chi scommette live lo fa su una piattaforma che aggiorna le quote in continuazione e che, per definizione, non può essere verificata prima.

Il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e), e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere giocatore o bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Quella differenza cambia il significato del margine, perché l’operatore non è la controparte. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto: Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Margine e payout: il numero che nessuna schedina mostra

Questa è la parte tecnica della pagina, ed è quella che rende possibile giudicare tutto il resto. Il margine del bookmaker è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, calcolata come 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti; il margine è il 100 % meno quella quota.

Su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 — esempio illustrativo, non un prezzo offerto — il payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95,2 %, quindi il margine si aggira sul 4,8 %, nell’ipotesi che le due quote siano quelle offerte su tutti gli esiti del mercato. Su un mercato a tre esiti i conti cambiano e il margine tende a salire, perché le quote dei tre esiti devono coprire una probabilità che si distribuisce su tre rami. Nei mercati delle partite esports, dove la liquidità è più sottile e il modello di calcolo della quota è meno consolidato, il margine può stare più in alto: è il prezzo che si paga per un mercato nuovo, e non lo paga il bookmaker.

La forchetta reale, quindi, si legge come una banda e non come un numero: attorno al 4-5 % sui grandi mercati a due esiti delle competizioni più seguite, più in alto mano a mano che il mercato si restringe, che gli esiti diventano tre o più, e che si scende nei mercati secondari — marcatori, mappe, round, durata. La condizione conta quanto il risultato: le quote 1,90 / 1,90 sono un esempio, e il 4,8 % vale per quell’esempio, non per il bookmaker che il lettore ha aperto.

Perché una banda e non una cifra secca? Perché il margine di un mercato non è il margine dell’operatore, e il margine di un operatore non è il margine della piattaforma su tutto. Un bookmaker può comprimere il margine sulla Serie A per attirare volume e ricaricarlo su un mercato di nicchia dove nessuno confronta. Un mercato esports, per un operatore che vuole costruire posizione, può essere tenuto volutamente basso per mesi.

Ecco la conseguenza pratica, che è la ragione per cui questa sezione sta prima di qualsivoglia classifica. Il margine non è una tassa visibile, è il prezzo di ogni singola puntata, e cresce in silenzio quando i mercati si fanno stretti. Il giocatore che punta su mercati secondari di un torneo esports paga, in media, molto più del giocatore che punta sul 1X2 della finale. Non è una questione di bravura: è aritmetica applicata alla propria schedina, e vale la pena fare il conto su una sola giocata per capire quanto si sta pagando per il piacere di un mercato esotico.

Un altro dettaglio utile per il lettore. Il payout di un mercato si può ricavare a mano, sommando gli inversi delle quote disponibili: se la somma supera 1, la differenza è ciò che trattiene l’operatore. Il calcolo non dice chi vincerà, dice soltanto quanto costa il biglietto. È l’unica previsione che questa pagina si concede.

Scegliere una piattaforma senza farsi guidare dal bonus

Un bonus di benvenuto non è un regalo, è un contratto con una clausola di durata. Il confronto qui sotto non è una classifica e non è un consiglio: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco ufficiale di ADM non ha una colonna per i giochi, e l’offerta di ciascun operatore è descritta soltanto come la descrivono i suoi stessi termini e le sue schede.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore Tipo di offerta o funzione
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica palinsesto ampio, nessun bonus descritto nei termini
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket bonus di benvenuto subordinato a titolarità del conto, registrazione e prima ricarica
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € freebet settimanale, con multipla di almeno 20 €, almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. principali campionati di calcio nazionali ed europei, coppe europee, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta offerta ampia, nessun bonus descritto nei termini
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live nessun bonus descritto nei termini
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live nessun bonus descritto nei termini
Betsson n. 16027, Azzurri Limited pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo nessun bonus descritto nei termini
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò nessun bonus descritto nei termini
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate nessun bonus descritto nei termini
SNAI n. 16032, Snaitech Spa singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out nessun bonus descritto nei termini

La tabella va letta insieme alle quote di mercato, non da sola. La colonna della concessione dice chi risponde ad ADM, e in Italia questa è la differenza tra avere un registro di autoesclusione alle spalle e non averlo. Nessuna delle altre colonne dice quanto costa puntare lì, perché quel numero sta nelle quote e cambia di mercato in mercato: un operatore con il miglior palinsesto esports della lista può avere il margine più largo sul singolo mercato che il lettore vuole giocare.

Su cosa si giudica un operatore

La prima cosa da guardare è la profondità del palinsesto sportivo, perché è il campo dove le differenze sono verificabili. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta; Eurobet va dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo e di politica. Tre densità diverse, e ognuna ha un lettore tipo: chi vive di calcio, chi vuole il live, chi cerca il mercato strano.

La seconda è il tipo di scommessa consentito dalla piattaforma. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out; la sua My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Betfair lavora su Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Betsson copre pre-match e live su migliaia di eventi con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La terza è il costo reale, e qui la tabella tace. Il margine va misurato sul mercato che interessa: un Cash Out non è mai gratuito, perché la quota di chiusura incorpora il margine dell’operatore su un mercato costruito al momento, e combinare più eventi in una quota unica moltiplica i margini delle singole partite. Una multipla di cinque eventi non è una scommessa sola: è cinque prezzi uno sopra l’altro.

L’operatore in dettaglio

Eurobet: il palinsesto che non assomiglia a quello degli altri. Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È l’unica scheda di questo gruppo che sposta il confine di cosa sia scommettibile, e questo ha un prezzo: chi cerca quote competitive su un mercato di nicchia — la Formula 1, gli scacchi — sta confrontando un prodotto che pochi altri espongono, e senza un termine di paragone immediato il margine resta nascosto. Per chi scommette dieci euro a settimana su eventi che nessun altro quota, vale la pena aprire il palinsesto e fare il conto degli inversi su una sola giocata; per chi cerca profondità sui campionati maggiori, la scheda non dice nulla che la distingua.

Sisal: volume dichiarato e un bonus condizionato. Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il bonus di benvenuto richiede la titolarità di un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica; il credito accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. È la struttura ordinaria di un bonus gated dal deposito, e il lettore deve trattarla per quello che è: il requisito è a monte, non a valle, e il valore dell’offerta dipende dal margine dei mercati su cui si spende il credito. Aggiungiamo il Virtual: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, con ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster accanto alle scommesse sportive. La densità è la scheda, ma la fascia notturna dice anche qualcosa sul tipo di sessione che la piattaforma incoraggia.

William Hill: una freebet che chiede una multipla vera. Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Qui la condizione è il prodotto. Una multipla di cinque eventi a quota dieci non è un tiro qualunque: il margine si compone cinque volte, e la probabilità di incassare è quella che è. Chi gioca già multiple di quella taglia — e sono molti, ogni sabato di Serie A — riceve un valore marginale aggiuntivo su un comportamento che terrebbe comunque; chi gioca singole non è il destinatario dell’offerta, e adattarsi per prenderla significa cambiare il proprio gioco per 5 €. Il tetto di 100 € è venti settimane di aderenza in una stagione, e la stagione di Serie A non ne ha tante.

Planetwin365: il calcio come centro di gravità. Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la scheda più esposta della lista sulla profondità calcistica, e questo è un bene per chi gioca campionati e coppe con continuità. Il costo è strutturale e non si vede: dove l’offerta è più densa, la concorrenza tra operatori è più feroce e i margini si comprimono; ma è anche il terreno dove l’operatore ha le quote più lavorate e dove, quindi, una differenza di mezzo decimo sposta meno di quanto sposti su un mercato sottile. Per un giocatore di Serie B, questa è la descrizione che conta più del bonus.

Lottomatica: l’esperienza live prima del pre-match. Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è intestata a una società diversa dal marchio, e in Italia questo è normale: il nome sul marchio non è il concessionario. Chi scommette live trova nello streaming la differenza di prodotto, con una riserva: i mercati live si muovono mentre il giocatore guarda, e le disposizioni di ADM su ritardi ed eventi live non sono note. Uno streaming gratuito è un valore reale, e non è un valore neutro.

bet365: il partner che non porta il bonus in vetrina. Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; tra i propri strumenti di gioco responsabile indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. La partnership europea è una credenziale sportiva, non una promessa sul prezzo: un partner ufficiale non ha obblighi di quota verso il giocatore italiano. Quello che resta è un palinsesto in cui l’ippica e gli sport americani stanno accanto al calcio, e un set di strumenti di autolimite dichiarato.

Betsson: la struttura dei mercati prima del numero. Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la stessa di StarCasinò, perché Azzurri Limited è il concessionario di entrambe, e in Italia la concessione è per sito: due piattaforme distinte, una sola società. È la scheda più esplicita sulla griglia dei mercati e per un giocatore che combina marcatori e Under/Over dice più di un elenco di campionati. La densità dei mercati non è la profondità della quota: pre-match su migliaia di eventi significa molte partite disponibili, non molte più occasioni di trovare un prezzo corto.

StarCasinò: il bookmaker dentro il casinò. Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È la scheda che obbliga a un’onestà che le altre non richiedono: chi apre questa piattaforma per le scommesse sportive lo fa dentro un ambiente costruito intorno a un prodotto diverso, con margini diversi e ritmi diversi. Per chi gioca solo sport, l’offerta è descritta in modo generico e la specifica manca; per chi alterna slot e schedina, la contiguità è comoda — e comoda, in questo caso, è la parola che va pesata.

Betfair: dove il margine ha un altro significato. Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il betting exchange è la ragione per cui questa scheda esiste: è un gioco separato, dove il concessionario mette in contatto anonimo giocatore e giocatore, e la controparte non è l’operatore. Sul vincitore la stampa di settore riferisce che non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario, fermo restando che non è consulenza fiscale. La commissione di un exchange è un costo trasparente e visibile, a differenza del margine incorporato in una quota, e questo cambia la natura del confronto. Un avvertimento per chi arriva dall’exchange: la documentazione dell’operatore è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti italiani, tra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi.

SNAI: la schedina costruita a mano. Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento; la funzione My Combo combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi nello stesso biglietto, con una quota unica. È la scheda con la gamma di costruzione più esplicita, e il suo rovescio è il costo: una quota unica che nasce dall’unione di più combo contiene il margine di tutte le selezioni che la compongono, e la trasparenza della funzione non è trasparenza del prezzo.

Il conto del bonus: quanto costa davvero una freebet

Vale la pena fare l’aritmetica su una freebet come quella descritta nei termini di William Hill, cioè un importo la cui puntata non viene restituita insieme alla vincita. Su un mercato a due esiti il cui payout è il 95,2 % — quello delle quote 1,90 / 1,90 dell’esempio — una freebet da 5 € giocata a quota 10.0 vale, in media, 5 × (10 − 1) ÷ 10 × 0,952, cioè circa 4,28 €. Giocata a quota 1,90 vale circa 2,26 €.

Il divario fra i due risultati è il punto dell’intera sezione. La stessa freebet vale quasi il doppio a quota dieci che a quota 1,90, perché su una quota alta la parte che l’operatore non restituisce pesa meno. Il requisito di quota totale minima 10.0 non serve a proteggere il giocatore: serve a spingerlo sul mercato dove il valore nominale dell’offerta si realizza, e quindi dove la varianza è più alta. Significa anche, in pratica, che l’ordine giusto delle mosse è: prima si scelgono il mercato e la quota, poi si sceglie se il bonus vale il disturbo.

Questi sono valori attesi, medie su molte giocate nelle condizioni descritte, non un risultato garantito su una singola freebet. Chi ne riceve una può incassare molto più di 4,28 € o nulla. E l’assunzione va detta perché cambia il conto: qui si immagina che a essere giocato sia l’importo del bonus, non altro.

Il conto delle condizioni: quanto pesa il rigioco

Un requisito di puntata si misura più o meno come si misura una freebet. Se un bonus di 100 € richiedesse un rigioco di 20 volte, la puntata necessaria sarebbe 2.000 €. A un euro a giocata sono 2.000 giocate, e ai margini dell’esempio — circa il 4,8 % — il costo medio di quel percorso sarebbe di circa 96 €.

Due cose vanno lette in questa cifra. La prima è che il costo atteso di un rigioco non dipende dall’importo del bonus in sé, ma dal prodotto tra puntata necessaria e margine del mercato scelto: giocare 2.000 € su mercati al 4,8 % costa il doppio che giocarli su mercati al 2,4 %. La seconda è che 96 € su un bonus di 100 € è una stima, non un esito: è la media di percorsi molto diversi, alcuni dei quali finiscono con il conto azzerato prima di aver completato il rigioco.

Va detto con la massima chiarezza che nessuno degli operatori descritti in questa pagina porta nei propri termini, così come sono qui riportati, un fattore di rigioco: la cifra al 20 % è un’ipotesi illustrativa per mostrare come si misura, non un requisito di un marchio specifico. Chi vuole applicarla deve andare nei termini dell’operatore, cercare la voce del rigioco e ripetere il conto con i suoi numeri. Le condizioni di puntata, la quota minima ammessa e la finestra temporale stanno tutte lì, e non esiste un tetto normativo ai rigioco: la legge vieta la pubblicità, non i requisiti.

Per chi gioca multiple, il conto va fatto a mano: una multipla che soddisfa una condizione conta come una giocata sola, ma il suo margine è composto da tutti gli eventi che contiene. Rigiocare 2.000 € in quote singole e rigiocare 2.000 € in multiple non è la stessa cosa — la seconda consuma molto più margine per ogni euro che resta in gioco.

La concessione ADM: come si verifica e cosa cambia se manca

Il mercato italiano è chiuso per legge. Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale: l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza, e i fornitori di servizi internet e di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

La lista e i suoi limiti

ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — tiene l’«albo ufficiale». Le concessioni sono assegnate per gara pubblica, non sono licenze aperte: l’articolo 6, comma 3, prevede che i vincitori della gara possano gestire una o più delle attività ammesse per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Due cose sull’elenco meritano di essere lette prima di usarlo come test. La prima è che la concessione è per sito e non per azienda: una società può detenerne diverse, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La seconda è che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E una posizione in un confronto non è una concessione.

Il quadro normativo sta nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024: l’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione, dalle scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli, fino ai giochi di abilità e di carte, al betting exchange e al bingo; l’articolo 6, comma 5 richiama fra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara; gli articoli 4, comma 3 e 5, comma 3 bloccano le condizioni della concessione e il regime fiscale per tutta la sua durata. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Chi è fuori, e cosa rischia il giocatore

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe dell’elenco al giorno della verifica. Non è un giudizio su di loro: è la fotografia di un elenco pubblico in una data pubblica.

Per il giocatore la conseguenza è seria e va scritta senza giri di parole. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM lo richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e precisa che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Sul versante degli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il blocco tecnico è la seconda parte della storia, e la sua efficacia è imperfetta. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato, nella parola che si è imposta, è che i siti vengono «oscurati». Un giocatore determinato a raggiungerne uno ci riesce. Quello che non riesce a ottenere è la parte che conta: nessun RUA, nessuna vigilanza di ADM, nessuno strumento obbligatorio di limitazione, nessuna sede legale italiana per una contestazione.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il registro unico degli autoesclusi, la vigilanza dell’agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro cose, è esposto al blocco DNS e, come ADM stessa dichiara, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: è la zona non protetta, dove il tetto di ricarica non è obbligatorio, dove il RUA non arriva e dove l’unica regola è quella della casa.

Pagamenti e ricariche: dove passano i soldi

I «punti vendita ricariche» dell’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie, tenuti in un registro ADM — ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Le rotaie di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ogni singolo operatore sta nei suoi termini. Sui crypto presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non è nota alcuna norma che nomini strumenti approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Il dettaglio che vale più di tutto il resto è quel tetto di 100 € a settimana in contanti in tabaccheria. Non è un limite al deposito complessivo, è il limite di una singola rotaia: chi ricarica in contanti al tabaccaio ha un tetto basso e visibile, chi ricarica con carta o con un portafoglio elettronico ricade nel limite che ha scelto in registrazione. Due percorsi, due discipline, e il secondo è quello che quasi tutti usano.

Le vincite e il fisco

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato — è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano gli stessi tassi (prima 43 % e 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Sul lato del giocatore, la stampa di settore riferisce nel 2024 e nel 2026 che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: sono «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista.

Cosa accade se la vincita arriva da un sito illegale o estero è una questione diversa, regolata dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010: le vincite online sono trattate come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e sono tassabili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va riassunta come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Il punto per il lettore che arriva da una ricerca su «scommesse sugli esports» è che il vantaggio fiscale non è un vantaggio: è una conseguenza di giocare dove la legge italiana grava l’operatore. Chi sceglie un .com per una quota migliore sta anche scegliendo di gestire a mano un adempimento fiscale che non conosce.

Il conto della concessione: quanto vale in soldi

Se un operatore con concessione ADM versa il 20,2 % della propria raccolta netta — calcolata sugli incassi netti dalle vincite meno i costi di gestione diretti e le imposte — in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa, l’importo massimo è di 1.000.000 € all’anno. ADM pubblica la regola; le relazioni sui costi di regolazione di operatori di pari portata in giurisdizioni confrontabili non sono qui disponibili.

Il senso per il lettore non è il numero, che riguarda i bilanci degli operatori, ma la sua proporzione: un milione di euro è una cifra che un grande concessionario assorbe, e la regola si comporta perciò come un impegno informativo costante piuttosto che come una sanzione. Un lettore che cerca scommesse esports non riceverà da quella spesa la risposta che gli serve — se il palinsesto include il suo titolo — perché la spesa è vincolata a temi decisi dall’alto e non alla pubblicazione delle condizioni contrattuali. Questa è la ragione per cui, in Italia, le condizioni si leggono nei termini e non nelle campagne.

Domande frequenti sulle scommesse esports

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi e tipologie di scommessa presenti nel palinsesto del concessionario approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. La concessione autorizza categorie di gioco, non singole partite: se un titolo elettronico sia compreso nel palinsesto non è dato sapere, e la verifica sta nell’offerta dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Bisogna leggere l’albo di ADM, che collega ogni concessione a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente dimostra la concessione, non l’offerta di scommesse sportive. La concessione è per sito, e gli operatori indicano numero e società nei propri termini.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata per la differenza tra la quota e 1. Su una puntata da 10 € a quota 1,85 la vincita è 18,50 € e il profitto 8,50 €. Se la puntata fa parte di una multipla, le quote degli eventi si moltiplicano tra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Se la somma supera 1, l’eccedenza è il margine: su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 la somma è 1,05, quindi il payout è circa il 95,2 % e il margine circa il 4,8 %. Il calcolo dice quanto costa il biglietto, non chi vincerà.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: il prelievo è a carico del concessionario sulle puntate meno le vincite, come riferisce la stampa di settore. Da siti esteri o illegali la posizione è diversa, e vale la pena consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario di offrire autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra che ADM fissa in gara non è nota.

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