Scommesse sul cricket 2026: il prezzo vero sta nel margine

Updated Ottobre 2026
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Nessuno ti chiede dieci euro per piazzare una giocata su un Test match. Il prezzo c’è comunque, ed è dentro la quota che leggi sul palinsesto: su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90 il concessionario si tiene circa il 5 % di tutto il volume giocato, e quel 5 % lo paghi tu, partita dopo partita, senza mai vederlo addebitato da nessuna parte. Questa è la cifra che conta in una guida alle scommesse sul cricket, più di qualunque quota individuale, perché è l’unica che paghi sempre — anche quando indovini.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

31 Ottobre 2026 — dati di concessioni, limiti e strumenti di tutela verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, incrociati con i termini e le condizioni dei singoli operatori.

Cosa ti costa davvero, prima ancora di guardare le quote

Il cricket in Italia ha un problema di partenza che nessun bonus risolve: è uno sport che il palinsesto nazionale autorizza evento per evento, e la maggior parte dei giocatori arriva sul mercato senza sapere cosa sta comprando. Prima di parlare di quote conviene capire che cosa un concessionario trattiene, che cosa la legge gli impone di metterti a disposizione e che cosa rimane invece fuori dalla sua portata. Sono tre cose che pesano sul portafoglio in modo diverso, e nell’ordine sbagliato.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Il margine non è una commissione: è una sottrazione silenziosa

Quando leggi 1,90 su un esito, non stai leggendo una probabilità. Stai leggendo una probabilità con un costo dentro. La formula che gli operatori usano per costruire quel numero è sempre la stessa: si calcola la quota di ritorno di un mercato sommando gli inversi di tutte le quote in campo, e il margine è quello che resta fino a cento. Su un mercato a due vie proposto in modo illustrativo a 1,90 e 1,90, la quota di ritorno si aggira intorno al 95 % e il margine intorno al 5 % — un ordine di grandezza, non un prezzo pubblicato da nessuno, e che cambia da mercato a mercato e da operatore a operatore. Il numero preciso che trovi su una partita di cricket è quello che il tuo concessionario ha scelto per quel mercato in quel momento, e nessuno te lo stampa sulla schedina.

Il punto non è che il 5 % sia scandaloso. È che su un mercato a due vie non hai alcuna scelta: non esiste la quota senza margine, e la differenza tra un operatore che costruisce listini larghi e uno che li costruisce stretti si sente solo dopo centinaia di giocate. Un bookmaker che propone 1,94 e 1,94 sullo stesso evento ti sta restituendo più di uno che propone 1,90 e 1,90, anche se a occhio le due coppie sembrano la stessa cosa.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Quello che la concessione ti mette in mano, e non è pubblicità

Un operatore con concessione ADM non ti regala niente, ma è obbligato a consegnarti tre strumenti che valgono più di qualunque quota maggiorata. Il primo è il limite di deposito: al momento della registrazione scegli un tetto settimanale o mensile, e da quel momento il tetto è vincolante — puoi abbassarlo quando vuoi e l’effetto è immediato, mentre per alzarlo serve attendere sette giorni. La seconda è l’autoesclusione, che presso alcuni operatori si imposta per periodi definiti oppure a tempo indeterminato e ha effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, perché passa dal Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA istituito nel 2018. La terza è un canale di contatto attivo almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, previsto dall’art. 15, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 41/2024.

Questi tre strumenti non sono un’opinione dell’operatore sul gioco responsabile. Sono condizioni della concessione, e un sito che non ne ha una non li ha nemmeno.

Dove finisce la tutela e comincia il vuoto

Fuori dall’elenco ADM, nessuno di questi strumenti esiste. Un sito con licenza estera che accetta giocatori italiani non è collegato al RUA: se ti sei autoescluso su tutte le piattaforme autorizzate, quel sito non lo sa e non lo applica. Non c’è un limite di deposito imposto da un regolatore, non c’è una sede legale italiana davanti a cui discutere, e — come ADM scrive citando la Legge 401/1989, art. 4 — «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». La norma sul versante del giocatore è quella lì, nella formulazione che l’autorità stessa ne dà. L’importo dell’ammenda non è noto.

Il costo di un sito non autorizzato, quindi, non si misura in euro di quota. Si misura nella perdita di tutto ciò che l’elenco garantisce, più un’esposizione penale che il sito stesso non ti segnala.

Calendario, tornei e formati: dove si gioca, e quanto

Il cricket è uno sport con tre formati che si comportano in modo completamente diverso tra loro, e questo cambia radicalmente che tipo di mercato ti trovi davanti. Una squadra schiera undici giocatori in tutte le varianti, ma la durata e la struttura dell’incontro no: un Test match può durare fino a cinque giorni con al massimo quattro inning in totale, con almeno novanta over al giorno, e si chiude in pareggio quando nessuna delle due squadre riesce a vincere. Un ODI prevede cinquanta over fissi per squadra, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha esaurito gli over, l’incontro finisce in parità. Un T20 concede venti over a squadra, limita ogni lanciatore a quattro over e risolve il pareggio con un super over.

Quella differenza di formato è la prima cosa che decide quanto ti costa una giocata. Su un T20 tre ore di partita possono ribaltarsi in un over, e il mercato live si muove di conseguenza: le quote cambiano a ogni palla, e ogni movimento è un’occasione per chi segue la partita in diretta e una trappola per chi piazza e va a dormire. Su un Test match il tempo stesso è una variabile di mercato: la pioggia, le sessioni, la dichiarazione di innings introducono esiti che quasi nessun altro sport conosce.

Negli ODI condizionati dalla pioggia entra in scena il metodo Duckworth-Lewis-Stern, che di solito stabilisce il bersaglio o il risultato dell’incontro; se si giocano troppi pochi over — di solito venti — la partita viene dichiarata senza risultato. Un mercato che non distingue tra «senza risultato» e «pareggio» sta vendendo due cose diverse con la stessa etichetta, ed è una delle poche voci su cui vale davvero la pena leggere le condizioni prima di puntare.

Il governo del gioco e il grande appuntamento dell’anno

Il cricket internazionale è governato dall’International Cricket Council, l’ICC. Dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. La struttura dei tornei è quello che tiene in piedi il mercato: senza un calendario riconosciuto non ci sarebbe un palinsesto da approvare, e senza palinsesto non ci sarebbe una scommessa legale.

L’appuntamento che ha dominato la stagione è la ICC Men’s T20 World Cup 2026, giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre al via. L’India l’ha vinta battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo di quel tipo concentra in poche settimane un volume che il calendario ordinario non produce: più partite al giorno, più mercati per partita, più occasioni di sbagliare. Chi ha giocato il torneo ha pagato il margine su ogni singola giocata, e su un calendario così fitto la somma di quel margine è la voce più grande del conto.

Quando la partita non è quello che sembra

Un concessionario può offrire anche scommesse su eventi simulati, cioè competizioni generate al computer e mostrate con animazioni o con un evento reale preregistrato. La legge le colloca dentro la concessione per le scommesse sportive, e gli operatori le espongono in una sezione «Virtuali». Sul versante fiscale pagano un’imposta unica del 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite.

Sono un prodotto comodo e, per molti, un prodotto pericoloso: la partita dura due minuti, il risultato non dipende da nessun atleta, e la frequenza con cui puoi giocare è cento volte quella di un ODI. Nessuno di questi eventi ha un campionato dietro. Il margine, però, è lo stesso che paghi sul cricket vero.

Come si scelgono, e su cosa si confrontano davvero

La classifica che segue non dice chi paga meglio, perché nessun operatore pubblica il proprio margine e nessuna lista di quote di cricket comparabili è disponibile. Dice su cosa si confrontano dieci concessionari, e che cosa ciascuno mette sul tavolo. Il primo criterio è la concessione: solo un operatore presente sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza può accettare scommesse in Italia, e la concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Il secondo è la profondità del palinsesto sportivo. Il terzo è che cosa l’operatore dichiara sui propri strumenti di tutela.

Il criterio che non si negozia

In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — per il gioco a distanza, e ogni sito autorizzato compare sull’elenco pubblico con il proprio codice. L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un’azienda può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è attribuita al sito, e questo spiega perché lo stesso gruppo possa comparire più volte con numeri diversi.

Un avvertimento che vale più di tutto il resto. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: il concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Chi ti dice «è nell’elenco, quindi puoi scommettere sul cricket» ti sta dicendo due cose diverse come se fossero una. L’offerta sportiva la mostrano il sito e l’app dell’operatore, non l’elenco.

Tre nomi molto noti ai giocatori italiani non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Vale la pena scriverlo senza girarci intorno: il posto in una classifica non è una concessione, e la concessione non è un posto in classifica.

Su cosa si è confrontato, e su cosa no

Brand Concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. app con scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori, live score
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. app che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più Champions, Europa e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. registrazione con SPID e CIE accanto alla procedura classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

La colonna di mezzo merita una lettura lenta, perché dice qualcosa che la colonna di destra non dice. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: Lottomatica e Goldbet fanno capo entrambi a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e StarCasinò è di Azzurri Limited. Chi ha un problema con l’operatore e cerca «Goldbet Better Organization Italy» sul registro trova il proprio sito; chi cerca il marchio no. È un dettaglio da commercialista, ma è anche l’unico modo per verificare una concessione senza fidarsi di quello che il sito scrive di sé.

Nella colonna di destra, invece, c’è una lacuna che va detta. Nessuno dei dieci operatori descrive nella propria app o nei propri termini un’offerta dedicata al cricket — né mercati specifici, né un palinsesto dichiarato per i tornei ICC. Questo non significa che il cricket non ci sia: significa che l’unica fonte per saperlo è il palinsesto dell’operatore, che è approvato da ADM evento per evento e che cambia con il calendario. Per lo stesso motivo ho lasciato fuori dalla tabella qualunque colonna sulle quote di cricket: le uniche quote confrontabili di cui si abbia traccia in questo momento sono quelle che l’operatore mostra sul proprio listino, e non sono pubblicate da nessuna parte in forma consultabile.

Il cricket nel palinsesto, e i mercati che ci trovi

Scommettere su una partita di cricket che non è nell’elenco approvato non è possibile, punto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di ciascun operatore, in questo momento, non è ricostruibile dall’esterno: l’unico elenco affidabile è quello che l’operatore espone sul proprio listino.

Quota fissa, e l’altra cosa che quasi nessuno usa

Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa, «scommesse sportive a quota fissa» nel linguaggio della legge. La legge prevede anche il totalizzatore, cioè la scommessa a monte comune dove la vincita dipende dal volume complessivamente raccolto; se qualche marchio online lo offra davvero non risulta. Le corse dei cavalli sono due cose separate nella norma: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la lettera a) dell’art. 6, comma 1, e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria.

Per il cricket, in pratica, questo si traduce in un listino di quote fisse costruito intorno a singole, multiple, sistemi e combinazioni, con il live come seconda gamba dell’offerta. Non c’è una disciplina speciale: il cricket entra nella stessa struttura di qualunque altro sport del programma.

Il live, e il ritardo che nessuno pubblica

Le scommesse live sono offerte da ogni operatore di grandi dimensioni, e il cricket è uno degli sport che meglio si presta, perché un T20 offre centoventi palle e quindi centoventi occasioni di mercato. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi nella presa della giocata e sugli eventi ammessi non sono ricostruibili; nessuna lista di mercati live esiste da consultare.

Questo è il punto in cui il costo si fa più difficile da calcolare. In live non paghi solo il margine dell’operatore: paghi anche il fatto che la quota che vedi sullo schermo è la quota di un istante fa, e che tra il momento in cui decidi e il momento in cui la giocata viene accettata il mercato può essersi mosso. Su un mercato che cambia a ogni palla, quel ritardo è una voce di costo reale, e nessun operatore la quantifica.

Il caso a parte del betting exchange

Il betting exchange è autorizzato come gioco a sé, all’art. 6, comma 1, lett. e) e all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

È il caso in cui il discorso sul margine cambia forma: invece di un listino costruito dal bookmaker, hai una commissione applicata alle vincite nette, e la differenza tra i due modelli è tutta nel lungo periodo. Quali marchi gestiscano oggi un exchange, e quali siano le regole di commissione, non risulta; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Che cosa dice l’operatore, e che cosa ci trovi dentro

Le dieci schede che seguono prendono ciascuna i fatti che l’operatore stesso pubblica nella propria app o nei propri termini, e li mettono in fila. Non sono una graduatoria: sono dieci modi diversi di presentare la stessa concessione, e il lettore che cerca il cricket deve leggere ogni scheda sapendo che cosa sta cercando.

NetWin — l’app che copre più sport di tutti gli altri

NetWin è concessionaria con il numero 16035, attraverso Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito NetWin. La sua app elenca scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni due minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e il live score.

È l’elenco di discipline più lungo della lista, ed è anche il più eterogeneo: hockey, baseball, ciclismo, esports e virtuali nello stesso menu dicono che l’operatore ha scelto l’ampiezza come argomento di vendita. Il cricket non è nominato, e con undici discipline dichiarate più i virtuali la domanda da farsi è se lo spazio rimasto per uno sport di nicchia sia di profondità o di facciata. La partenza ogni due minuti degli eventi virtuali, poi, è una frequenza che su un ODI non esiste e che merita di essere guardata con attenzione: la stessa app che ti offre un Test match ti offre anche una partita simulata ogni centoventi secondi, e il margine è identico. Chi cerca il cricket e si trova davanti ai virtuali ha un problema di disciplina, non di quota.

Lottomatica — lo streaming come parte dell’offerta

Lottomatica opera con la concessione 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la voce che conta qui, perché in live cambia la qualità dell’informazione che hai in mano: chi vede la partita sa cosa sta guardando, chi legge un live score sta indovinando. Il rovescio è che la copertura dichiarata è tutta calcio e motori. Nessuna delle competizioni elencate è un torneo di cricket, e chi arriva da questa app con l’idea di giocare un T20 troverà quello che il palinsesto approvato concede, non quello che la descrizione promette.

bet365 — il partner globale della Champions, e il marchio più riconoscibile

bet365 detiene la concessione 16030 tramite Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Il titolo di partner globale è la cosa che l’operatore vuole che tu ricordi, e va letta per quello che è: un accordo commerciale su un altro sport. Sul cricket non dice niente, e un lettore non deve confondere la solidità del marchio con la presenza di un mercato. Quello che la scheda mostra davvero è una struttura di offerta matura su pre-match e live con sport di nicchia internazionali — freccette, boxe — accanto ai grandi campionati: è il profilo di un operatore abituato a quotare sport che il pubblico italiano segue poco, e questo, per il cricket, è l’unico indizio utile che si può trarre.

Goldbet — la schedina tradizionale portata sull’app

Goldbet è concessionaria con il numero 16009, sempre sotto Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il linguaggio è quello del banco, non quello della piattaforma: Live, Pre-match, Singole, Multiple, Sistemi sono le cinque modalità che un giocatore italiano riconosce da trent’anni, e la parola «schedina» dice a chi è rivolto il prodotto. Per il cricket questo significa una cosa concreta: se il palinsesto lo approva, lo troverai dentro la stessa griglia di giocata di tutto il resto, senza un’area dedicata. È un vantaggio per chi vuole costruire una multipla mista senza cambiare interfaccia, ed è uno svantaggio per chi cerca statistiche, formazioni o analisi pre-partita su uno sport che non conosce.

Nota sull’azienda: Lottomatica e Goldbet condividono lo stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., pur avendo concessioni distinte (16010 e 16009) su siti distinti. Chi legge l’elenco ADM cercando due operatori indipendenti ne trova uno solo.

Planetwin365 — il catalogo più largo sul calcio europeo

Planetwin365 è concessionaria con il numero 16007 tramite Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.

Qui la voce «più di 20 tipologie di sport» è quella che apre la porta al cricket: è l’unica scheda della lista che dichiari un numero di discipline invece di elencarle. La profondità sul calcio è evidente — arriva fino alla Serie C e alla Coppa Italia, un livello che pochi altri coprono — e questo racconta un operatore che costruisce il margine sui volumi del campionato nazionale e usa il resto del listino per farsi trovare. Il cricket, se c’è, è nella seconda parte di quella frase.

Betfair — il modello che rovescia il listino

Betfair opera con la concessione 16028 tramite Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il catalogo dei mercati è quello che un giocatore italiano si aspetta da una scommessa su un evento di squadra, e le «quote maggiorate» della Supercombo sono la promessa che ogni operatore fa e che nessuno quantifica. La differenza vera di Betfair, però, non è nella descrizione dei mercati: è nel fatto che l’azienda è descritta come la prima a gestire l’exchange in Italia, con la concessione 16028, e che le sue regole per i conti sull’exchange italiano — compresa la puntata minima «back» da 200 centesimi in passi da 50 — sono le uniche regole di commissione di cui si abbia notizia diretta. Su un mercato come quello del cricket, dove le quote si muovono su ogni palla, il modello a commissione sulle vincite nette è strutturalmente diverso dal modello a margine incorporato, e per chi gioca volumi alti la differenza non è piccola.

StarCasinò — il marchio nato altrove

StarCasinò detiene la concessione 16026 attraverso Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome dice la verità sulla gerarchia interna: il casinò viene prima e il bookmaker è la seconda gamba. Non è un giudizio morale, è una questione di interfaccia — chi apre l’app per il cricket atterra su un prodotto che è stato progettato per un altro pubblico, con la sezione sportiva raggiunta dopo le slot. Per un lettore che gioca qualche scommessa a settimana senza pretese di profondità di mercato, quel posizionamento conta poco. Per chi cerca un listino di cricket con mercati secondari, conta molto.

Va detto anche che casinò e scommesse sono permessi distinti con regole distinte: un limite che riguarda i giochi da casinò non è un limite sulle scommesse, e non vale la pena confonderli leggendo le condizioni.

BetFlag — il 100 % onesto, e la registrazione più severa

BetFlag è concessionaria con il numero 16008 tramite Betflag S.p.a., sul sito BetFlag. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

«100 % del primo deposito» è la formula che il settore usa più di ogni altra, e qui vale la pena leggerla alla lettera: è un importo accreditato su saldo, cioè credito di gioco e non denaro, con un tetto di 5.000 €. Che sia un bonus in contanti e non una freebet cambia la matematica a tuo favore — una freebet il cui importo non viene restituito in caso di vincita vale meno della sua faccia, mentre un credito accreditato su saldo entra nel saldo come qualunque altra somma. Quanto costi quel credito in requisiti di puntata, però, i termini lo stabiliscono, e il numero che decide tutto sta lì: una percentuale di deposito senza il requisito di rigioco accanto è metà di un’informazione.

Il lato poco pubblicitario è l’altro: SPID e CIE accanto al modulo classico significano che l’operatore ha investito nella verifica dell’identità, e che un conto aperto senza SPID deve essere validato entro i termini previsti, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Eurobet — il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet è concessionaria con il numero 16012 tramite Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

Gli scacchi e le elezioni nella stessa app dicono molto sul modo in cui questo operatore interpreta il mestiere: se si può quotare, si quota, anche quando l’evento non è sportivo. È una scelta coerente con un catalogo che comprende nove discipline olimpiche e non olimpiche, e per un lettore che cerca il cricket è una buona notizia indiretta, perché significa che il listino non si ferma ai campionati che il pubblico italiano guarda in televisione. Nota sulla struttura: Eurobet Italia S.r.l. detiene più concessioni e gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. Quindi la stessa azienda compare tre volte sull’elenco ADM.

William Hill — la freebet stagionale, e il numero che la governa

William Hill detiene la concessione 16044 tramite William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Questa è la scheda in cui i numeri parlano più chiaro di ogni slogan, e vale la pena metterli in fila. Ventiquattro euro di puntata — 20 € di multipla più 5 € di freebet — non bastano: servono cinque eventi con quota totale minima 10.0, e questa è la condizione che decide tutto. Per raggiungere quota 10.0 con cinque selezioni la quota media di ciascuna deve stare intorno a 1,58, il che significa che non puoi riempire la multipla di favoriti schiacciati. E soprattutto: sono cinque eventi che devono tutti vincere. La freebet da 5 € arriva solo dopo, e vale solo se la multipla è già passata — quindi il suo valore atteso è legato a una probabilità di successo che su cinque selezioni a quota media 1,58 è bassa.

Il tetto di 100 € dice il resto della storia: sessanta settimane di Serie A, se la stagione durasse tanto, e una freebet settimanale che nella pratica si incassa qualche volta. Per un giocatore che costruisce molteple da cinque eventi come abitudine, l’Extra Bet Club è un rimborso parziale su un volume che avrebbe comunque giocato. Per chi non lo fa, è un invito a cambiare abitudini per 5 € alla settimana, e il conto di quella decisione si fa in quote, non in euro di freebet.

Concessione o niente: che cosa cambia per chi scommette

Per offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione si commette un illecito. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta di due liste pubbliche: quella dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti di cui è inibito l’accesso. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello di DNS — e questo è il punto in cui vale la pena essere precisi, perché il blocco non è una porta chiusa ma un elenco che qualcuno deve aggiornare. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riporta la stampa di settore, con l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno. I mirror riappaiono nel giro di ore. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati», e descrive bene la situazione: il sito è ancora raggiungibile per chi sa dove cercare, semplicemente non è più dove lo avevi trovato.

La concessione non è un timbro, è un contratto a scadenza

Le concessioni sono attribuite con gara pubblica, non sono licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime avviato il 13 novembre 2025. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara, però, non è noto — ed è una lacuna che pesa, perché è il numero da cui dipendono tutti gli altri.

Dice una cosa precisa sul costo, questa struttura: chi entra nel mercato paga circa 7 milioni per nove anni, e nessuno paga quella somma senza l’intenzione di recuperarla. Il margine incorporato nelle quote è, tra le altre cose, il modo in cui quella somma rientra.

Quello che la legge impone, e quello che lascia scegliere

L’art. 15, comma 1 prevede, per i concessionari, un pacchetto di tutele: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il punto interessante è che il limite di deposito è sdoppiato. C’è quello che ADM fissa nella gara come requisito della concessione — e il cui valore non è noto — e c’è quello che scegli tu in registrazione, settimanale o mensile. All’apertura del conto il sistema mostra un tetto settimanale, un abbassamento ha effetto immediato e per alzarlo servono sette giorni.

Sette giorni, in un calendario di cricket, sono due ODI e un T20. Se aumenti il tetto il lunedì e il torneo comincia il martedì, giochi il torneo con il tetto vecchio. È il caso in cui il costo di una regola si misura in occasioni mancate, e vale la pena saperlo prima di alzare qualsiasi limite.

L’identità, e cosa succede a chi la rimanda

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione tramite modulo con copia di un documento e tramite SPID; Goldbet, attraverso un fornitore SPID, anche con CIE. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Questo è il primo costo nascosto della pagina: trenta giorni sono il tempo che hai per completare una procedura, e dieci di questi giorni sono il tempo che impieghi a ricordarti che esiste. Un conto sospeso con un saldo dentro e il prelievo bloccato è un problema che nessuna quota compensa, e la soluzione sta in una procedura di identità digitale che la maggior parte dei giocatori ha già sul telefono e non collega al mondo delle scommesse.

Il RUA: l’unico strumento che parla con tutti

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca l’accesso su ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e sulle sale fisiche. Le condizioni di un operatore prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che scegli tu.

La revoca dopo nove mesi è il dettaglio che distingue il registro da un semplice pulsante di pausa: un’autoesclusione a tempo indeterminato non è una condanna, ma non è nemmeno qualcosa da cui ci si libera con due clic al primo sabato di Champions. E vale la pena ripetere la cosa più importante, perché è quella che riguarda direttamente il cricket: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto, e tutto il sistema smette di funzionare.

Sul versante dell’informazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la voce che non si vede mai: un budget che l’operatore è obbligato a spendere in messaggi che non gli portano clienti.

Come si verifica una concessione, in cinque minuti

La verifica è più semplice di quanto sembri e non richiede nessuno strumento particolare. Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, si cerca il nome del marchio o quello della società, e si controlla che il sito .it corrisponda alla riga trovata. Il codice di concessione che l’operatore scrive nei propri termini è il collegamento tra le due cose: se il numero nei termini del sito non è sull’elenco, c’è un problema; se è sull’elenco ma il sito indicato è un altro, c’è un problema diverso.

Tre cose da ricordare mentre si fa il controllo. L’elenco ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un singolo sito .it, e una società può detenerne più di una. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi una riga non prova che il sito offra scommesse sportive. Un marchio che non compare tra le 52 righe al 25 ottobre 2026 non è per questo automaticamente illecito — l’elenco non è esaustivo del mercato e altre concessioni esistono — ma non è nemmeno verificabile con quello strumento, e la verifica è tutto ciò che hai.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Soltanto sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’autorità, che aggiunge gli eventi uno alla volta. Fuori da quel programma la giocata non può essere accettata, per nessun operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confronta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM con il codice di concessione che l’operatore indica nei propri termini e condizioni. La concessione è attribuita per sito, quindi va verificato il sito .it specifico. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 2,00 restituiscono 20 €, di cui 10 € di profitto netto. Su una multipla le quote delle varie selezioni si moltiplicano tra loro in un’unica quota finale. La vincita è la somma restituita, non il guadagno, e la distinzione conta quando si confronta la quota con l’importo investito.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato: su un listino illustrativo a 1,90 e 1,90 la quota di ritorno è circa il 95 % e il margine circa il 5 %. Quanto più quella somma supera 1, tanto più stretta è l’offerta. Confrontare due operatori su mercati identici è l’unico modo per vedere la differenza.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece un percorso diverso: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR sull’intero importo ricevuto senza deduzioni. L’interpretazione pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va letta come l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate e non come consulenza fiscale.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un tetto settimanale già proposto all’apertura del conto. Abbassarlo ha effetto immediato; per aumentarlo serve attendere sette giorni. L’art. 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e strumenti di autoesclusione che passano dal RUA.

Il conto finale, che nessuno ti manda

Torniamo al 5 %. È il numero con cui questa pagina è cominciata ed è il numero con cui finisce, perché è l’unica voce di costo che paghi su ogni singola giocata, indipendentemente dall’esito, dall’operatore e dal torneo. Su un mercato illustrativo a 1,90 e 1,90 la quota di ritorno si aggira intorno al 95 %, e questo significa che su ogni cento euro giocati su quel mercato ne tornano circa novantacinque, in media, prima che si consideri qualsiasi altra cosa. Non è una previsione e non è una condanna: è un ordine di grandezza che cambia con il mercato e con l’operatore, e che sull’arco di un campionato pesa più di qualunque bonus di benvenuto.

Vale la pena dirlo chiaramente, perché è la conclusione a cui porta tutto il resto. Nessuna concessione ADM riduce quel margine, e nessun bonus lo cancella: un credito del 100 % sul primo deposito fino a 5.000 € è denaro che entra nel saldo e poi viene giocato sullo stesso listino con lo stesso margine incorporato. La concessione fa un’altra cosa, e la fa bene: ti dà un tetto di deposito che puoi abbassare quando vuoi, un’autoesclusione che vale su tutte le piattaforme autorizzate, un registro a cui appoggiarti e una sede legale italiana. Sono tutele, non sconti. Chi confonde le due cose sta comprando protezione credendo di comprare un prezzo migliore.

Sul cricket, in particolare, il margine si paga su un mercato che cambia forma con il formato della partita. Un T20 offre centoventi occasioni di giocare in tre ore e un live che si muove a ogni palla; un ODI aggiunge il metodo Duckworth-Lewis-Stern e la possibilità che la partita finisca senza risultato; un Test match mette sul tavolo cinque giorni e la pioggia. Nessuno di questi formati è più economico dell’altro, ma il T20 è quello che ti fa giocare di più, e giocare di più significa pagare il margine più volte. Chi vuole tenere il costo sotto controllo su questa disciplina fa bene a partire da lì: dal numero di giocate, non dall’importo di ciascuna.

Il resto è verifica. Un operatore sull’elenco ADM con un numero di concessione che corrisponde, un palinsesto che include davvero il cricket quando il torneo è in calendario, e la consapevolezza che circa cinque centesimi su ogni euro giocato su un mercato a due vie non arrivano mai a destinazione. Non c’è nulla di scandaloso in questo, ed è esattamente il motivo per cui nessuno te lo scrive sulla schedina.

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